Canale Contorta? No, opzione zero!

Laguna-4

Pochi lo sanno: le isole più grandi della laguna di Venezia sono le cosiddette casse di colmata, enormi spiazzi artificiali realizzati negli anni Sessanta del Novecento impiegando i fanghi di risulta dello scavo del canale dei petroli, che fino ad oggi resta la più devastante operazione di sventramento del sistema lagunare mai realizzata. Questo imbonimento (ingrandendo la fotografia qui sopra lo si vede immediatamente a sud della zona industriale di Marghera) doveva servire all’ampliamento della zona industriale stessa, ma la sua realizzazione fu bloccata nel 1969. Non sono pochi coloro che attribuiscono all’alterazione dei flussi di marea da esso ingenerata all’interno della laguna il verificarsi dell’alluvione del 4 novembre 1966.
Il canale dei petroli nasceva con un intento a parole “buono”, quello di evitare che le navi dirette alla zona industriale e al polo petrolchimico transitassero a contatto con la città. Purtroppo, come si dice qui a Venezia, fu peggio il tacon del buso perché quella che si realizzò fu un’immane autostrada che dalla bocca di porto di Malamocco (nella foto qui sopra, quella al centro) porta direttamente a Marghera, un Rio delle Amazzoni largo duecento metri e profondo da dodici a diciassette.
E’ facile immaginare lo sconvolgimento degli equilibri di quel delicatissimo sistema che è la laguna, coi suoi fondali quasi ovunque di appena poche decine di centimetri, le barene emerse e sommerse a seconda dei cicli di marea, il sistema di canali attraverso i quali si sviluppa il flusso e deflusso dell’acqua del mare: la lotta ormai abituale con acque alte sempre più invasive sta lì a dimostrare che in quegli anni successe qualcosa che costituì un punto di non ritorno, l’avvio di un processo di disfacimento che da allora non ha fatto che peggiorare.
Poiché però per quanto male vadano le cose c’è sempre del peggio dietro l’angolo, i mercanti che si spartiscono gli utili del cadavere smembrato ma redditizio della Serenissima si sono inventati anche le navi da crociera, che oggi ancora transitano impunemente dalla bocca di porto di San Nicolò (nella foto, quella in alto) per il Bacino di San Marco su per il Canale della Giudecca fino alla Stazione Marittima, che nella fotografia è quella specie di forchetta all’estremo ovest della città. Siccome il movimento di protesta contro questi mostri e tutto quello che ci sta dietro non accenna a placarsi ma anche si estende oltre i patri confini, si pensa oggi a trovare una soluzione. Naturalmente, non nell’interesse di Venezia e dei suoi abitanti, ma in nome della salvaguardia dei portafogli di chi da anni fa i milioni sopra la nostra testa. Essendo stato stabilito (così ridicolo che non me ne ricordo nemmeno più i termini esatti) un prossimo divieto parziale al passaggio delle navi, qual’è la soluzione attualmente sposata dall’Autorità Portuale di Venezia con la benedizione del Magistrato alle Acque? Utilizzare il canale dei Petroli anche per le navi passeggeri realizzando, con lo sventramento dei canali Sant’Angelo e Contorta, una bretella che da Marghera lo congiunga alla Stazione Marittima.
Non si pensa quindi di togliere le navi dalla laguna, unica soluzione che una mente umana minimamente dotata di comprendonio dovrebbe contemplare, ma di scavare un nuovo pezzo di Rio delle Amazzoni, devastando ancora di più quanto è stato già impunemente devastato. Il sindaco, che in questo consesso conta come il due di coppe, nicchia e tentenna e vorrebbe le navi a Marghera. La Regione, invece, tramite la gola del governatore Zaia eleva al cielo canti di giubilo.
Se questo mondo fosse governato dalle leggi della logica e non da quelle del profitto, non sarebbe neppure pensabile di mettere in discussione il fatto che l’unica soluzione possibile al problema è quella che il Comitato No Grandi Navi ha chiamato opzione zero: le grandi navi rinuncino a Venezia e siano dirottate verso altri porti.
Ma qui, appunto, prevarrebbe la ragionevolezza che, si sa, contro il colore dei soldi perde sempre.

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5 risposte a Canale Contorta? No, opzione zero!

  1. Marco Boccaccio ha detto:

    Se questo mondo fosse governato dalle leggi della logica e non da quelle del profitto non esisterebbero nemmeno le navi da crociera. Ma dato che esistono, alle sciure che crocierano là sopra vuoi togliere l’emozione di passare davanti a piazza san Marco senza dover scendere dalla nave?

    • Winckelmann ha detto:

      Si potrebbero anche appendere alle balaustre di Palazzo Ducale le tele di Tintoretto e Veronese che stanno dentro, così nel passaggio le sciure potrebbero avere anche una breve ma intensa esperienza storico-artistica. E avrebbero più tempo poi per visitare le cose che contano davvero: le vetrine di Prada, Gucci e Vuitton.

  2. Luan ha detto:

    Bravo Winckelmann. C’è del sale nella tua zucca.

  3. mosco ha detto:

    non ce la meritiamo, Venezia. Né lei, né le Dolomiti che stanno sventrando a suon di impianti di risalita, né Pompei, né… No, non c’è speranza.

  4. Pingback: Una settimana impegnativa | winckelmann in venedig

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