Una settimana impegnativa

cropped-dscf4733p.jpg

E’ indubbio che la Confraternita del Porto e la galassia di imprese che attorno a lei orbita ricorderanno per parecchio tempo questa settimana che si va chiudendo, nel corso della quale si sono visti assestare due batoste decisamente pesanti.
La prima è arrivata lunedì scorso, nella forma di un articolo sul Corriere della Sera firmato dall’economista Francesco Giavazzi. Il quale non lascia nulla al non detto per mettere a nudo le strategie delle imprese e le debolezze (quando non connivenze) di una politica sempre più fiacca davanti allo strapotere delle ragioni economiche. Il fatto che Paolo Costa (per i terrafermicoli: il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, anima del progetto dello scavo del canale Contorta e di tutto quello che ci sta dietro) abbia minacciato querele dà un’idea di quanto Giavazzi abbia colpito nel segno. Consiglio caldamente la lettura dell’articolo.
La seconda botta è arrivata pochi giorni dopo e riguarda proprio il canale Contorta. In un documento di 27 pagine la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale chiede una lunga serie di chiarimenti su molti aspetti del progetto. Con scatto bruciante e tono trionfante, Costa trombetta sul sempre compiacente Gazzettino che si tratta di un atto poco più che formale, che i suoi tecnici sono già al lavoro da tempo su queste questioni e che il documento va letto soprattutto come superamento e messa a tacere di molte delle 303 osservazioni presentate contro il suo progetto.
Che la loro strada sia così tutta in discesa come Costa proclama non direi e credo che non possa dirlo nessuno che abbia voglia di leggere il documento, scaricabile qui.
Sicuramente sarà il caso di riparlarne, anche dopo aver letto l’articolo di Andreina Zitelli sul Gazzettino di oggi, che purtroppo non ho ancora visto. Cito soltanto un breve paragrafo della parte iniziale del documento (p. 2): fosse diretto a me non credo che mi sentirei così beato fra due guanciali come Costa vorrebbe apparire:
Il quadro progettuale, pur sufficientemente chiaro riguardo agli obiettivi che si propone, è particolarmente opaco per quanto riguarda le modalità di realizzazione. Tale mancanza di approfondimento, estesa a tutti gli aspetti del progetto, risulta particolarmente grave, ai fini della valutazione ambientale, per quanto riguarda gli aspetti di seguito esplicitati:
e partono da qui pagine e pagine di obiezioni e richieste di chiarimenti e di approfondimenti. Il tutto da fornire entro 30 giorni.
Potremmo considerarla una grande notizia se non ci fosse Giavazzi con l’articolo di cui sopra a ricordarci come non una ma più volte la politica si sia fatta strumento dei ricatti delle lobby e abbia finito per imporre deroghe all’utilizzo degli strumenti di programmazione e controllo previsti dalla nostra legislazione.
La differenza rispetto ad allora, credo, sta nel fatto che adesso il numero dei sufficientemente incazzati e decisi a fare opera di sorveglianza attiva ha assunto dimensioni significative. Ci fossero anche un sindaco e un’amministrazione comunale degni di questo nome sarebbe il massimo: vedremo cosa succederà a maggio. Chissà, magari con Mara Venier a Ca’ Farsetti potremo stare tranquilli e felici come paperi nello stagno.

Pubblicità
Questa voce è stata pubblicata in Venezia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Una settimana impegnativa

  1. Ineccepibile. Appuntamento sabato 31 gennaio alla Scoletta dei Calegheri (campo San Tomà) dove chiederemo il ritiro del progetto.. e saremo in molti.

  2. Bruno Gorini ha detto:

    A che ora?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...