Spaghetti gnocchi risotto lasagne

Quand’ero piccolo non c’era primavera senza gita a Bassano e sul Monte Grappa, e ogni anno noi bambini ci preparavamo con almeno cinquanta chilometri di anticipo all’incontro con un’insegna che si trovava da qualche parte prima della meta e che diceva Fabbrica mobili antichi. Per noi era il massimo del comico, ma evidentemente questo sfrontato utilizzo del linguaggio al di là delle più banali categorie della logica è una caratteristica dell’imprenditoria veneta, la stessa che si è inventata il Real Murano glass made in Italy e che orgogliosamente lo pubblicizza in questa vetrina, una delle millemila esposizioni di orrori che assieme alle rivendite di pizze panini e patate fritte sembrano costituire l’interesse principale della gran parte delle mandrie che quotidianamente intasano le vie di questa ex-città.
Mi sto rendendo conto che, forse per un inconscio istinto di sopravvivenza, con sempre maggiore continuità  taglio fuori dai miei percorsi determinate parti del centro. Certo, piazza San Marco la attraverso tutte le mattine per andare al lavoro, ma a un’ora in cui al massimo ci trovi qualche coppia di sposi coreani che si sta facendo il miliardesimo romanticissimo album fotografico destinato a essere pagato una fortuna e dimenticato nel giro di qualche mese. Tutto sommato, a quell’ora la piazza ha ancora l’aspetto di un posto magico.
Un passaggio in ora di punta (sarebbe a dire in un momento qualunque fra le dieci di mattina e le sette di sera) per le Mercerie, per Rialto o Strada Nova è più deprimente dell’ascolto di un discorso del nostro sindaco. Vetrine piene di nulla, spacci di pessimo cibo, bar cinesi e una folla insostenibile che scorre lenta e implacabile, un blob umano fondamentalmente disinteressato a ogni cosa che non siano gelati, pizze e paccottiglia. Il massimo dell’abbattimento lo provo in questo periodo davanti agli intromettitori dei ristoranti, che non mi sono mai sembrati così tanti e così agguerriti. Forse prima ero distratto ma in questi giorni li vedo come un esercito compatto, per lunghi tratti disposti in batteria uno di fianco all’altro a ripetere come lama tibetani il loro tristissimo mantra: gudmorning madam guardi il menù spaghetti gnocchi maccheroni e pasticcio, very good.
E intanto il fiume scorre ciabattando, sudando e seminando cartacce e cartoni da pizza, bottiglie e bicchieri di plastica, montagne di rifiuti il costo del cui smaltimento non ricadrà su chi li ha prodotti ma su quei quattro fessi che ancora si ostinano a voler vivere qui.
Si può essere più fuori dal mondo di così? Alla fine vien quasi da pensare che gli sta bene.

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4 risposte a Spaghetti gnocchi risotto lasagne

  1. ReAnto ha detto:

    Bentornato ! 🙂

  2. ausdemspielberg ha detto:

    Mi duole dirlo, ma una recente rimpatriata non ha fatto che confermare puntualmente quanto lei lamenta. Io aggiungerei le senzazioni olfattive (urina, ascelle, ragù di carne peggio di quello dell’asilo, frittura con olio lubrificante) che fanno rimpiangere le puzze che salivano dai canali quando andavano in secca. E’ come stare perennemente in un megacentro commerciale il giorno dell’inaugurazione.

  3. Marco Boccaccio ha detto:

    Quando nell’ultima mia ascesa costassù abbiamo incrociato gli sposi coreani non credevo ai miei occhi.
    Tutto il resto lo si è evitato accuratamente, grazie all’orario la mattina e al navigatore winckelmanniano la sera…

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