Niente di nuovo sul fronte occidentale

Ovvero spigolature estive dal bollettino del quotidiano degrado di quella che fu la Serenissima.
Contrariamente ai coniugi britannici di cui si dice nel post precedente, quelli di origine mediorientale arrivati in macchina a piazzale Roma lunedì scorso un dubbio se lo sono fatti venire. E così hanno accostato, sono scesi e hanno fermato il primo passante, che era guardacaso il sottoscritto. Squadernandomi una pianta di Venezia sotto il naso, hanno puntato il dito su una calle in zona Frezzeria (per capirci, fra San Marco e la Fenice) e mi hanno chiesto istruzioni sul come arrivarci. In macchina. Lo sguardo sconsolato che si sono scambiati alla mia risposta valeva la giornata. Almeno, però, si sono rassegnati mestamente a lasciare la macchina in un parcheggio e a servirsi del vaporetto. Credo che l’abbiano fatto, visto che né giornali né tv hanno dato notizia di altri improvvidi tentativi di guadagnare il centro su quattro ruote.
Hanno invece dato ampiamente conto della grande impresa di un marinaio neozelandese che qualche giorno fa si è esibito in un tuffo dal ponte di Rialto. Già. Peccato che per farlo abbia scelto il momento in cui sotto passava un taxi, sul quale lo sfigato è andato graziosamente a schiantarsi. A quanto se ne sa, è ancora ricoverato in rianimazione, con una denuncia per attentato alla sicurezza dei trasporti appesa alla pediera del letto. Ora, per le disgrazie altrui non si può non provare umana compassione, ma quando uno se le cerca in questa maniera si fa un po’ più fatica del solito.
Dispiace peraltro moltissimo sentire di tre ragazzi feriti seriamente in uno scontro notturno in laguna, nel quale un taxi ha letteralmente tagliato in due il barchino sul quale i tre andavano a spasso nelle acque antistanti l’isola della Certosa. Due sembra anche che siano particolarmente gravi. Però poi leggi che navigavano nel buio a luci spente e incuranti delle precedenze, e vorresti riempir loro la faccia di schiaffoni. Per quanto riguarda il rispetto dei limiti di velocità Venezia è ormai il far west, questo si sa. Però di questa abitudine di ragazzi cerebro-esenti di correre in barca di notte a luci spente mi pare che si stia parlando veramente troppo poco. E’ un po’ la versione locale di quell’altro passatempo che consiste nel farsi un selfie sui binari mentre arriva il treno e per rendersi conto di quanto sia in voga basterebbe farsi una passeggiata col buio lungo la riva che dai Giardini della Biennale porta a Sant’Elena. Se ne sentiranno sfrecciare tanti di questi proiettili senza luci di cui nessuno pare preoccuparsi particolarmente. Come al solito, si aspetta che ci scappi il morto.
Idiotissima ma, credo, meno pericolosa (sempre che la leptospirosi non sia mortale, devo informarmi) la voga turistica di ogni estate di prendersi bagni in canale. L’estate scorsa un imbecille ci si portò pure la saponetta. Gira in questi giorni e credo sia passato anche in tv un video che mostra una signora del posto redarguire energicamente un gruppo di ragazzi stranieri in costume da bagno pronti a tuffarsi in Canal Grande. Più perplessi che convinti, i rimproverati paiono rinunciare all’idea ma chissà se in realtà non sono semplicemente andati a fare i propri semicupi un po’ più in là. D’altra parte, si è mai visto un villaggio vacanze che vieta i bagni in piscina?
Un plauso comunque alla signora, che con tono deciso e in più lingue ha cercato di comunicare agli stupidini che non siamo all’Aquafan ma in un posto che meriterebbe maggiore attenzione e rispetto. Visto che il nostro sindaco e la sua dilettantesca corte dei miracoli paiono ormai aver perso totalmente il controllo della situazione, temo non si possa che far conto sull’iniziativa dei superstiti panda pervinca residenti. Sempre più pochi ma, mi si passi l’infrazione grammaticale, sempre più incazzatissimi.

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8 risposte a Niente di nuovo sul fronte occidentale

  1. ausdemspielberg ha detto:

    Non ho parole. O meglio, le parole che mi vengono alle labbra non sono condecenti.

  2. Anifares ha detto:

    Un applauso alla signora!!! Dobbiamo fare tutti così!

    • Winckelmann ha detto:

      Lo credo anch’io, e devo dire che una volta o due l’ho anche fatto. Spero che la rabbia che sta montando in questi giorni porti realmente a una reazione, magari non politicamente corretta ma comunque vera e tangibile, e che gruppi e gruppetti la smettano di raccontarsela su Facebook e capiscano che è solo mettendo assieme gli sforzi e lavorando nel mondo vero che si può sperare di ottenere qualche risultato.

      • Anifares ha detto:

        Hai letto l’ultima notizia dell’elegante signora vicino al Danieli? Io credo che oltre la denuncia via Facebook dovrebbero aprire la bocca gli abitanti o chi, come me, lavora a Venezia. Aprire la bocca con educazione oppure incazzarsi quando è troppo (la signora in questione, per esempio) insomma sono d’accordo con te e nel mio piccolo lo faccio anche sul vaporetto sono l’assistente del marinaio e se non mi ascoltano chiamo il marinaio 😉

  3. Gigiobagigio ha detto:

    i semicupi? era dal 1972 che non sentivo usare questo vocabolo… :-))))

    • Winckelmann ha detto:

      Sicuro che era il ’72? Complimenti per la memoria. Era una delle parole preferite di mia nonna, che avendo fatto per l’epoca studi alti esibiva un linguaggio assai forbito. Sarebbe fiera di me.

  4. gabrilu ha detto:

    Ormai davvero non so più che dire.

  5. dragoval ha detto:

    Quella dei selfie sui binari mentre sfrecciano le Frecce proprio mi mancava. Su tutto il resto, più bello è ‘l tacer che ‘l dire (però che rabbia).

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