E la nave va

DSCF2963

Sarà che quando tutto sembra andare a catafascio ci si aggrappa a qualunque barlume di speranza, sarà che l’esasperazione non può che accelerare il fisiologico rincoglionimento dovuto agli anni, ma insomma, mi tocca ammettere che per una frazione di secondo avevo avuto la tentazione di leggere l’obiettivo contenimento delle presenze turistiche in città dello scorso inverno – carnevale compreso – come un tenue segnale se non di inversione almeno di correzione della rotta.
Invece no, tranquilli. Son tornate le navone, son tornate le truppe biennaliche e son tornati i buzzurri, tanti, che non vedono differenza fra questa Venezia e quella dell’Italia in miniatura. Parco di divertimento, territorio da assoggettare con una pisciatina a una presa di possesso maldestra e incurante di storia, atmosfera, bellezza.
Per questioni di orari e di organizzazione della giornata non mi capita quasi mai di attraversare in pieno giorno zone come San Marco o Rialto. Quando succede, però, il termometro della depressione va a mille: resta sempre difficilissimo digerire lo spettacolo di questo degrado bilaterale della domanda e dell’offerta. Locali indecenti e negozi di paccottiglia vengono presi d’assalto da mandrie di alieni senza la minima cognizione del luogo in cui si trovano, ipnotizzati da tonnellate di disarmanti ciofeche fintoveneziane. Ha senso in un contesto del genere farsi toccare dall’idea della necessità di portare rispetto a questa città? Probabilmente no, ed ecco quindi gli stravaccati, gli sdraiati, quelli che buttano dove capita bottiglie e bicchieri, che entrano in chiesa col gelato, che camminano in calle mangiando un piatto di lasagne (vista ieri) oppure, ultimo grido del facciamo-come-se-fossimo-a-casa-nostra, che si siedono per terra in mezzo alla strada in gruppi di dieci-dodici, a mangiar pizze direttamente dai cartoni.
Prima o poi arriverà anche il gran caldo e si ripeteranno sicuramente le scenette degli anni scorsi, con imbecilli in versione adamitica a farsi bagni rinfrescanti in canale, magari anche con la saponetta. Tanto, vigili in giro non ce ne sono e multe è difficile che ne arrivino. Si beccassero almeno la toxoplasmosi, la loro alzata d’ingegno se la ricorderebbero per un bel po’ .

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Venezia e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a E la nave va

  1. gabrilu ha detto:

    Questo tuo blog mi sta facendo venire la (in?)sana idea di metterne in piedi uno io dal titolo “Oh tu Palermo terra adorata”. Ovviamente non spiego da dove ho preso la citazione, alla mia pelle tengo.
    Però l’idea di far qualcosa del genere su/per Palermo… ah, quanto sono tentata! 🙂
    Sai quante belle navi che fanno da sfondo al Teatro Polteama, quanti begli scorci di cassonetti di immondizia con la scritta “In trush we trust”, quante belle macchine in tripla fila davanti alla fermata del bus e/o beatamente spaparanzate sulle piste ciclabili…
    Uh. Diavolo tentatore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...