Una questione minima di civiltà

Una piccola bomba è scoppiata in questi giorni sui giornali di qua, grazie a un post uscito domenica sul blog del sempre benemerito Gruppo 25 Aprile. Protagonista della vicenda la signora Marta Locatelli, imprenditrice, consigliera comunale e membro della Commissione Urbanistica.

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Vediamo di riassumere brevemente. Antefatto: la settimana scorsa suscita polemiche la manifestata decisione dell’amministrazione Brugnaro di approvare con procedura d’urgenza una richiesta di cambio di destinazione d’uso da residenziale a turistico per alcuni appartamenti nel centro storico, in deroga alle norme di piano e con il parere contrario della Municipalità. Si parla, senza dare troppe spiegazioni, di atto dovuto e si agita lo spauracchio di un ipotetico e già ritenuto perso ricorso al TAR. Non lo fo per piacer mio…, si diceva una volta.
La bomba esplode quando, messi sulla strada giusta dal Gruppo 25 Aprile, i giornali divulgano la notizia che gli appartamenti in questione appartengono a Marta Locatelli, consigliera comunale e membro come sopra, la quale li ha concessi in gestione a una società specializzata nell’affitto di dimore di lusso a turisti facoltosi. Società che, guarda un po’, appartiene al di lei consorte, che è anche colui che ha presentato le richieste di modifica della destinazione d’uso.
Ricapitolando: un componente del governo cittadino occupa una posizione nella quale deve esaminare e approvare richieste provenienti da un proprio congiunto e riguardanti beni di sua diretta proprietà. La decisione di non informare sindaco, consiglieri o altri membri della commissione di questo suo personale coinvolgimento non deriva dal fatto che la Locatelli fosse consapevole del potente conflitto di interessi che questa situazione implica ma semplicemente dal suo essere convinta, lo dice lei stessa al Corriere del Veneto, che lo avessero già fatto i tecnici dell’ufficio comunale.
Tentando sui giornali una difesa disinvolta e un po’ in attacco, la signora Locatelli rivendica il suo diritto alla cura dei propri interessi e propone un principio di filosofia politica che, credo, avrebbe fatto accapponare la pelle a legioni di statisti da Pericle in qua: Bisogna distinguere – dice – tra gestione del patrimonio personale e attività politica. Emula di Dr Jackyll e Mr Hide, la signora Locatelli si proclama una e bina.
Contrariamente a quanto fa di solito, la maggioranza si è autoconvocata per decidere il da farsi e pur facendo quadrato attorno al proprio esponente non sa nascondere qualche imbarazzo e piccole crepe nel muro di solidarietà eretto a difesa della consigliera imprenditrice. La quale, se fossimo in un paese civile, avrebbe già consegnato a chi di dovere la propria lettera di dimissioni.
Come fece ad esempio non molti anni fa Christian Wulff, presidente della repubblica tedesco, accusato di aver intrattenuto, quando era primo ministro della Bassa Sassonia, rapporti non completamente trasparenti con alcuni uomini d’affari. Si trattava solo di un prestito per l’acquisto di una casa e di qualche vacanza forse ricevuta in dono, ma questo bastò per bollare il comportamento dell’uomo pubblico come eticamente scorretto, e il presidente ci rimise la carega.
E la carega della Locatelli che fine farà? Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni e se la vicenda avrà ulteriori sviluppi e rivelazioni. Che non dovrebbero però essere, in un paese civile, necessari per convincere l’interessata a lasciare libero il posto. Perché il conflitto di interessi non può essere determinato a posteriori, dopo che l’illecito è stato consumato, ma va sanato prima, nel momento in cui la sua potenzialità viene riconosciuta. Per cui, signora Locatelli, non ci racconti la storia dell’una e bina, faccia come Wulff e si dedichi a tempo pieno alle sue pregiate vigne e ai superattici e ci faccia sognare, almeno per qualche ora, di vivere in un paese civile. Le saremmo tutti molto grati.

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2 risposte a Una questione minima di civiltà

  1. Bruno Gorini ha detto:

    Non per difendere la Locatelli, per la quale ,anche se non la conosco e da quello che le cronache cittadine raccontano ,mi pare sia arrivato per Lei giusto il tempo per dimettersi per non aver commesso il reato, ma per il fatto di aver affermato di essere a favore delle residenza e dimostrare per questo il contrario , in qualità di consigliere comunale ,mancando di coerenza e coscienza professionale . Colgo l’occasione per ricordare tanti piccoli e grandi conflitti di interesse perpetrati durante la precedente giunta ,e non solo da parte dei consiglieri comunali ,ma dagli stessi assessori al governo della nostra città , e dallo stesso Sindaco Orsoni con il Pilsen….e per fare un piccolo esempio tra questi ,come per il caso dell’avvocato Bergamo, con l’assegnazione ,se non con una vera e propria appropriazione, in compagnia di amici ,del distributore carburanti rimasto unico nel giustamente vituperato piazzale S,Maria Elisabetta del Lido . A mio parere un caso molto più eclatante ed emblematico di conflitto di interessi in pubblico ufficio ,rimasto irrisolto! Perpetrato e portato a termine con il silenzio stampa della sinistra ,ma sollevato dalla critica in internet da gruppi di cittadini, che non ha avuto nessun seguito,e che rimane ancora a memoria di tutti .Come al solito tanto chiasso per due pesi e due misure della politica locale e tanto altro

  2. Pingback: Rassegna stampa | Gruppo 25 aprile

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