Marco Polo arriva con la bora

Questa sera Venezia era spazzata dalla bora e camminando dopo il crepuscolo per strade poco affollate e illuminate dalle vetrine dei negozi ancora aperti, ho percepito improvvisamente quell’atmosfera magica che trenta e passa anni fa, quando sono arrivato qui, rendeva unica questa città. Tanti anni sono passati e tante cose sono cambiate, e pochissime in meglio. Forse, a pensarci, nessuna.
Ma una buona notizia, a inaugurare quella che spero sarà la ripresa autunnale di questo blog ultimamente troppo trascurato, una buona notizia c’è. In un angolo un po’ appartato di Campo Santa Margherita, proprio di fronte alla Scuola Grande dei Carmini, ha aperto una libreria.

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La libreria Marco Polo ha la sua sede ormai storica a San Giovanni Grisostomo e adesso ha raddoppiato qui. Due o tre anni fa, pochi metri più su, aprì una macelleria e l’evento fu di tale portata, in una città dove giorno dopo giorno si canta la litania dei negozi veri che chiudono e delle botteghe di strafanti o dei bar cinesi che uno dopo l’altro li sostituiscono, da meritarsi articoli sul giornale. Goliardica, Tarantola, Alfieri, Serenissima, Mondadori, sono i primi nomi che mi vengono in mente di librerie che esistevano e non ci sono più. Solo alcuni nomi di una lista in realtà molto più lunga.
Sarà stata questa serata improvvisamente fredda e tranquilla, che faceva sembrare così lontano il deprimente degrado di cui siamo testimoni ogni giorno, ma questa sera guardavo le vetrine piene di libri e pensavo che fino a che c’è qualcuno che ancora ci crede, allora ce la si può fare. E cosa c’è di più bello di una libreria per dare il segnale che non tutto è perduto?

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12 risposte a Marco Polo arriva con la bora

  1. ausdemspielberg ha detto:

    Gentile Signore,
    sotto la sua scorza da polemista, lei è tenero e romantico. Ma non è una novità.
    In bocca al lupo alla libreria: e faccia crepare d’invidia chi sostiene che la carta soccomberà agli e-book.

  2. Non tutto è perduto: finché c’è libro c’è speranza! Gruppo25Aprile si associa all’augurio dottamente formulato da ausdemspielberg

  3. Yvonne ha detto:

    That is such good news. Best wishes to Claudio!

  4. gabrilu ha detto:

    Benvenuta la libreria e bentornato tu! 🙂

  5. anna lombroso ha detto:

    d’altra parte a Venezia venne “pubblicata” per la prima volta Utopia, Venezia era un’utopia realizzata, una libreria che nasce al posto di una rivendita di vetri tarocchi e maschere patacca è un segnale incoraggiante per sognare e fare

    • Winckelmann ha detto:

      A Venezia fu stampata la prima edizione del Corano, a Venezia nacque la stampa musicale a caratteri mobili, a Venezia lavorava un signore che si chiamava Aldo Manuzio. A Venezia nel Settecento le Mercerie, quella strada che dalla Torre dell’Orologio porta a Rialto, erano un’unica infilata di librai. Coraggio dunque, ce la possiamo fare.

  6. Cinzia Agostinetto ha detto:

    un bell’inizio d’autunno

  7. lau_ve ha detto:

    Sono d’accordo.LauraInviato dal mio dispositivo Huawei

  8. gabrilu ha detto:

    Curiosità: La Toletta resiste, c’è ancora? io mi portavo le valigie vuote per riempirle li…Ora non lo farei più, leggo al 90% in digitale (e non torno indietro, sia chiaro.Mi va benissimo così ). Però ci sono ancora tanti che “…ah…il profumo della carta…” (Segue sdilinquimento d’ordinanza). Perciò spero che Tolette e Marco Polo possano vivere felicemente ancora per un bel pezzo

    • Winckelmann ha detto:

      Io, visto il lavoro che faccio, della carta a volte sento anche la puzza ma ciò non toglie che i miei tentativi di leggere su quel rettangolino luminoso siano stati tutti fallimentari.
      La Toletta esiste e resiste, eccome. E’ un poco cambiata da allora, da quando noi studenti aspettavamo il passaparola dei nuovi arrivi e correvamo a comprarci i Saggi Einaudi a metà prezzo, però esiste e guai a chi ce la tocca.

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