I Sette Martiri di Castello

Riva7Martiri Chi, come il nostro sindaco, resta convinto che la Riva degli Schiavoni si chiami così a memoria dei mercati di schiavi che ivi si tenevano in un passato che lui solo immagina, può forse pensare che la contigua Riva dei Sette Martiri, che dall’imbocco di via Garibaldi conduce diritta ai Giardini della Biennale, conservi il ricordo di crocifissioni di massa o di feroci banchetti di cristiani offerti a pantere e leoni. Non è così naturalmente, e l’avvenimento che ha dato il nome a questo tratto della lunga passeggiata che costeggia il Bacino di San Marco è molto più recente e vive ancora nel ricordo di alcuni. Nella notte fra il 2 e il 3 agosto 1944 una sentinella tedesca sparisce da una delle navi ancorate lungo quella che all’epoca si chiama Riva dell’Impero. Il comando tedesco dà per scontato un atto dei partigiani e decide la rappresaglia condannando alla fucilazione sette detenuti del carcere di Santa Maria Maggiore. Stabilisce che fra questi ci sarà un partigiano condannato a morte per l’uccisione di un tedesco a Piazzale Roma; per la scelta degli altri nomi viene dato mandato alle autorità italiane. La mattina del 3 agosto, sette uomini fra i 19 e i 46 anni vengono portati sulla riva: davanti a loro stanno 500 persone del quartiere, portate fuori dalle case dai soldati tedeschi e costrette ad assistere alla fucilazione. Al termine della quale, a un gruppo di bambini viene comandato di lavare via il sangue dai masegni.
Il cadavere della sentinella scomparsa fu più tardi recuperato in acqua e fu subito chiaro che nessuno gli aveva fatto nulla: ubriaco, era caduto dalla nave e annegato per conto suo. Ogni tre agosto questo eccidio viene ricordato con una manifestazione organizzata dall’ANPI, che si è ripetuta anche ieri. Nel video qui sotto, il discorso del sindaco Brugnaro, che preferisco offrire come pura testimonianza, così che ciascuno possa fare i commenti che ritiene più opportuni.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Venezia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a I Sette Martiri di Castello

  1. ausdemspielberg ha detto:

    Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor.

  2. Cinzia ha detto:

    Grazie! non conoscevo questa drammatica storia.

  3. Gabriele ha detto:

    Grazie mille Winckelmann, ero proprio curioso di sentire cosa avrebbe detto il sindaco; non vivo più a Venezia, e – devo dire la verità – mi ha sorpreso che abbia partecipato alla cerimonia (cui, da socio ANPI, sono andato diverse volte). Posso fare un commento a caldo? Brugnaro mi è sembrato qui proprio come l’ho visto nei dibattiti televisivi: una persona volenterosa, penso in buona fede, sinceramente animato dall’intenzione di “cambiare verso” alla città (e ogni riferimento ad altri personaggi politici è qui puramente voluto), ma del tutto inadeguato al suo ruolo di sindaco di Venezia (e non di Zelarino, sia detto con tutto il rispetto per la terraferma…). Lo conferma la sua frettolosa ricostruzione del ruolo della Resistenza – anche detratta del gustoso lapsus sul Piave… – tutta schiacciata sull’idea della libertà (giusto), ma da lui declinata in senso imprenditoriale, anzi commerciale…
    Grazie ancora, e sursum corda!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...