Tanto tuonò che piovve

Note sparse sui primi giorni della nuova era veneziana, quella del cambiamento epocale, quella del nuovo corso. L’era del fare.
Intanto abbiamo una giunta. Letti i nomi, non son pochi quelli che l’hanno definita un po’ di basso profilo, un po’ un’ammissione che quello che conta è che gli assessori non ci mettano troppo del loro e lascino carta bianca al boss. Il quale, infatti, si è affrettato a comunicare alla stampa:

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La quale stampa, per decisione del sindaco stesso, sarà da ora in poi tenuta fuori dal palazzo comunale, perché non si rompono le balle a chi lavora.
Ma torniamo agli assessori e senza permetterci di valutare persone che fino a ieri non avevamo neppure mai sentito nominare, ci limitiamo a notare come vent’anni di berlusconismo sono stati un tale anestetico che oggi sembra normale che professionisti con avviati studi in territorio comunale ricevano deleghe strettamente connesse al loro ambito di attività. Forse io vivo sulla luna ma che un geometra libero professionista sia, nel medesimo comune in cui opera, assessore a: urbanistica, edilizia privata, edilizia convenzionata e ambiente mi pare al di fuori di ogni categoria del ragionevole. E non è l’unico, perché fra gli altri abbiamo per esempio un commercialista assessore al commercio e un altro al bilancio. Ma la ciliegina sulla torta è l’investigatore privato assessore a sicurezza, polizia municipale e protezione civile. Evidentemente il concetto di conflitto di interessi è stato espunto dall’orizzonte culturale del cittadino italiano medio.
A proposito, l’investigatore sta vivendo qualche attimo di imbarazzo perché sono venute fuori nel suo recente passato sei o sette denunce legate a varie questioni. Lui le definisce incidenti di percorso normali per uno che fa il suo mestiere; certamente si, non possiamo che rispondere, anche se per quella sull’assegno a vuoto facciamo un po’ fatica a cogliere le connessioni.
Vedremo cosa combineranno, e cosa combinerà il supersindaco che si è tenuto una raffica di deleghe, a cominciare da quella sulla cultura. Che non è male per uno che in campagna elettorale sull’argomento non si è spinto oltre al concetto che “la Fenice deve andare a suonare a Zelarino” e che ha iniziato il proprio governo con un provvedimento che sta seriamente pregiudicando il funzionamento delle biblioteche di Mestre.
Comunque ieri si è tenuta la prima seduta del neoeletto consiglio comunale, a proposito della quale vale forse la pena ricordare il fluviale discorso di Brugnaro e le esagitate manifestazioni di giubilo di una parte del pubblico, troppo simili e troppo vicine a quelle claque che nonno Silvio era solito organizzare ogni volta che metteva il naso fuori Arcore per non indurci in qualche sospetto.
E per finire ricorderemo la nomina del Presidente del consiglio comunale, nella persona della signorina Linda (all’anagrafe Ermelinda) Damiano, di professione praticante avvocato, già Miss Maerne e assurta agli onori della politica grazie a ben 202 preferenze. Ah già, e fino a tempi recenti anche dipendente del sindaco. Dalla sua pagina Facebook mi pare che non abbia ancora ben chiaro quale sia il modo di porsi consono a un Presidente ma è giovane, imparerà.

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2 risposte a Tanto tuonò che piovve

  1. Renza ha detto:

    Sembra una commedia di Feydeau… senza nulla da ridere, però.

  2. Gabriele ha detto:

    Per fortuna (?!) Winckelmann mi aggiorna in tempo reale di cosa succede a Ca’ Farsetti, ora che c’è qualcuno che si da da fare, dopo tanti bla bla bla…
    In verità bastava proprio poco per decidere (a parte le pericolose simpatie pregresse di chi scrive per l’esponente dei centri sociali Casson), bastava vedere il faccia-a-faccia preelettorale Casson/Brugnaro andato in onda su una TV locale per percepire la vera e propria differenza antropologica tra i due. E comunque Winckelmann è ingiusto su Brugnaro assessore alla cultura: il Nostro si è anche speso molto nel proporre il modello Boston (??) per Ca’ Foscari e IUAV, che confesso di non aver capito bene, ma che senz’altro avrà il suo successo.
    Insomma: il sindaco giusto al momento giusto, ne vedremo proprio delle belle…

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