Orizzonti di gloria

Questa notte, a tripudiare in tv per la vittoria del popolo fucsia e a inneggiare alla sconfitta della “vecchia classe dirigente” veneziana c’erano Ugo Bergamo, Roberto Panciera e Renato Boraso. I non veneziani che non sanno chi sono possono informarsi qui, io dico solo che se questo è il nuovo che avanza stiamo freschi.
Dalla medesima fonte apprendo che il candidato né di destra, né di sinistra ha ringraziato in prima battuta Lista Boraso, Forza Italia e UDC. Niente male per uno che si proclamava fuori dai giochi della politica.
A prescindere da come è andata a finire, lascia sconcertati che abbia votato meno della metà degli aventi diritto. Non sono capace di fare chissà quali analisi, l’unica cosa che mi viene da dire è che ogni città ha l’amministrazione che si merita. E adesso, godiamocela.

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5 risposte a Orizzonti di gloria

  1. Marco Boccaccio ha detto:

    chissà, se Casson si fosse presentato privo del brand del Pd magari avrebbe pure vinto. è che ormai il Pd è impresentabile come gli altri, a prescindere dai candidati che invece posso essere molto migliori del partito cui fanno riferimento…

  2. Gabriele ha detto:

    Da stamattina vago tra il computer e il divano, ancora intontito per quella che a me, ex-veneziano emigrato al di là delle Alpi (in das Land, wo die Zitronen NICHT blühen, per esser chiari), pare una scoppola sonora rifilata a una persona che davvero non la meritava, come Casson; a causa poi della formattazione del mio computer, avevo perso tutti i miei indirizzi preferiti, tra cui quello di Winckelmann in Venedig. Ora ho risalvato l’indirizzo, e recuperato il tempo perduto: per cui dico grazie all’autore per i suoi post – anche per l’effetto alleviante che essi recano in questo momento.

  3. gabrilu ha detto:

    Si, la verità vera è che in una realtà in cui c’è il diritto/dovere di voto per tutti i cittadini e per tutte le cittadine, alla fine della fiera non si può che dire che ogni città, ogni Paese ha il Governo che si merita e che si è scelto. Andando a votare oppure restandosene a casa (perchè chi resta a casa non lo sa, ma glielo diciamo noi: anche la sua scelta, è di fatto una scelta di voto).

    Purtroppo io penso (e quanto mi piacerebbe scoprire di avere torto marcio) che questi segnali siano solo antipasti assortiti del Piatto Forte che si prepara a noi tutti a livello nazionale.

  4. ausdemspielberg ha detto:

    Signore,
    non è solo a Venezia, ma in tutto il Paese che politici e imprenditori sono l’immagine di coloro che li hanno votati o sostenuti, dei tanti intenti a coltivare il proprio cortiletto, mentre tutt’intorno la foresta brucia.
    Venezia è ormai difesa soltanto da coloro che l’hanno scelta. Gli autoctoni sono scappati, a Mestre o più in là. Quanti di loro sarebbero disposti a fare come lei, a vivere in una città sotto assedio?
    Una parola per il Partito Democratico, del quale siamo ostaggi.
    Assomiglia ad una balena spiaggiata: in parte già divorata dai vermi della corruzione (il peggio dei vecchi partiti DC e PCI), i simpatizzanti delusi che disertano le urne e gli sciacalli (tutti alla sua sinistra) pronti a divorarne la carogna. Non ce n’è uno al quale affiderei la gestione di un condominio. E quando trovano qualcuno disposto a metterci la faccia, lo abbattono (Casson) o lo coprono di ridicolo (Marino).
    Ci ha già regalato un ventennio di berlusconismo. Dio solo sa che cosa ci prepara adesso.
    Ho pena per lei. Ho pena per tutti noi.

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