Quando comandano i soldi

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Non c’è niente da fare, quando sono i soldi a dettare le regole non ci sono altre considerazioni che tengono.
Si è tornati a parlare in questi giorni della Cà di Dio, il bellissimo edificio sulla Riva degli Schiavoni nato nel Duecento come ospizio per i pellegrini della Terrasanta, divenuto poi luogo di ricovero per donne “povere e oneste” e ampiamente restaurato nel Cinquecento anche con l’apporto di Jacopo Sansovino. Passando più o meno indenne tra i rivogimenti di sette secoli di storia, il complesso ha conservato fino ad oggi la sua funzione di luogo di ricovero; da molti anni è una delle case di riposo di Venezia. Due anni fa si parlò, credo per la prima volta, dell’intenzione dell’IRE di dismettere questo edificio e di metterlo sul mercato, in parecchi si agitarono e poi non se ne seppe più nulla.
Fino a pochi giorni fa, quando i quotidiani hanno comunicato che il nostro commissario Zappalorto, sempre alla ricerca di provvedimenti da sottrarre alla competenza del sindaco che sarà eletto da qui a meno di un mese, ha cancellato con una propria delibera l’attuale standard pubblico dell’edificio, che potrà così essere venduto e trasformato in albergo.
A tre fermate di vaporetto e un pezzettino a piedi da lì, sorge invece uno dei luoghi storici della ricezione alberghiera di Venezia, l’Hotel Des Bains al Lido. Inaugurato nel 1900, è l’albergo di Morte a Venezia sia nel racconto di Thomas Mann sia nel film di Visconti, è uno dei luoghi del cuore della Belle époque, è il posto dove morì Djagilev. Chiuso da qualche anno, è stato svuotato degli arredi che sono stati venduti all’asta l’anno scorso; scampato a una minaccia di trasformazione in appartamenti che l’avrebbe sventrato, l’edificio versa oggi in un disastroso stato di conservazione e poco si sa di un promesso rilancio ad opera della nuova proprietà, la multinazionale immobiliare Hines. Per il momento, un albergo carico di storia e che vale un tesoro viene lasciato al disfacimento, mentre poco più in là un edificio altrettanto prezioso rischia di essere sfigurato dalla trasformazione in albergo.
Così va il mondo, quando i soldi comandano la logica va a farsi benedire.

Foto: Florian Fuchs Da: Wikipedia

Foto: Florian Fuchs Da: Wikipedia

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6 risposte a Quando comandano i soldi

  1. Bruno ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo ,pregandoti di non smettere di denunciare! Grazie

  2. poggy ha detto:

    Che tristezza…

  3. gabrilu ha detto:

    Se continui così rischi che prima o poi ti becchi un commento serio. Da Palermitana a Veneziano.
    Ok, scherzo, ma mica tanto. Più seguo questo tuo blog veneziano, più trovo assonanze tra il mio modo di rapportarmi con Palermo (che, per chi non lo sapesse, trovasi in Terra di Terronia) e con il tuo modo di rapportarti con Venezia.
    Di più per il momento non dico. E qui mi fermo. A piè fermo.

  4. mosco ha detto:

    Winkel, non è un caso se passo di qui raramente. Ho paura ad aprire il tuo blog: ogni volta che ti leggo è un pezzo di memoria che se ne va, di cultura buttata nel cesso e stavo per scrivere “di cuore che si spezza” invece è “cabasisi che girano”.

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