L’Arsenale da nord – 2

Per questa seconda puntata (la prima è qui) è meglio cominciare con un po’ di didattica. Questo qui sotto è l’Arsenale di Venezia; cliccando sopra la foto la si vede parecchio ingrandita e si leggono meglio i segni che ho aggiunto:

Map

Senza che neppure proviamo a imbarcarci in un tentativo di ricostruzione storica della sua realizzazione, mi limito a indicare le sue aree principali, in un ordine che rispecchia grosso modo la successione degli ampliamenti:
A: darsena dell’Arsenal Vecchio (XIII secolo)
B: darsena dell’Arsenal Novo (XIV secolo)
C: darsena dell’Arsenal Novissimo (XV secolo)
D: vasca e canale delle Galeazze (XVI secolo)
La linea spezzata rossa nella parte inferiore della fotografia indica il percorso che compiono i visitatori della Biennale, che entrano dalle Corderie e vanno verso il nuovo Padiglione Italia. La visione da sud dell’enorme bacino dell’Arsenal Novo e Novissimo (così dall’Ottocento perché prima le due darsene erano separate da una fila di squeri posta circa a metà strada fra B e C) è quindi quella che moltissimi di noi hanno sempre avuto da parecchi anni in qua.
Oggi che una parte molto grande del complesso è stata liberata dalla servitù miltare ed è passata sotto la gestione del Comune, si è messo mano fra le altre cose al restauro delle Tese dell’Arsenal Novissimo, e si è dato accesso a questi edifici dalla passerella sospesa che ho percorso nella scorsa puntata, il cui tracciato è indicato nella foto dalla linea arancione. Arrivati alle casermette ci si trova all’ingresso delle Tese, un piccolo giardino nel quale si trovano ancora strutture difensive in cemento armato realizzate nella seconda guerra mondiale.

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Qui si sono inspiegabilmente fermati molti di quelli che mi camminavano davanti; arrivati sulla porta hanno buttato dentro un occhio distratto e hanno fatto dietrofront, senza sapere cosa si perdevano. Basta infatti attraversare una specie di grande atrio con un bar e si arriva sulla darsena dal lato nord (linea gialla nella foto). E lo spettacolo non è male.

Le Gaggiandre furono costruite secondo alcuni su progetto di Jacopo Sansovino negli anni della vittoria di Lepanto ed ospitavano una flotta di galee da guerra pronte a partire in qualunque momento.

La gru Armstrong da 160 tonnellate fu installata verso il 1885 dopo che, per consentire capacità di manovra alle navi moderne, darsena Nova e Novissima erano state unificate nell’unico enorme bacino che vediamo oggi.
Seguendo il percorso della linea gialla, si passa davanti alla serie delle dodici Tese della Novissima, seguiti dalle tre Tese di San Cristoforo. Sono edifici in gran parte restaurati e già utilizzati o pronti all’utilizzo come sedi di mostre o strutture per convegni e manifestazioni varie. Si incontrano interessanti reperti archeologici opportunamente conservati

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e si arriva infine agli edifici ancora in gran parte abbandonati delle Tese delle Nappe, costruiti nel Cinquecento come squeri, trasformati poi in deposito di legname e infine, nell’Ottocento, in officine.

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Si arriva infine alla Vasca delle Galeazze, scavata negli anni Sessanta del Cinquecento e affiancata a est e a ovest dalle Tese delle Galeazze. Di quelle a est restano le mura perimetrali, in parte puntellate e coperte di rampicanti; alberi di fico crescono sul cornicione in pietra d’Istria.

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A fianco, su uno di due scivoli da varo ottocenteschi è stato posizionato il sommergibile della Marina Militare italiana Enrico Dandolo, che ha navigato dal 1968 al 1996.

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E’ questo l’unico ricordo bellico rimasto in questo quartiere un tempo deputato alla costruzione delle galeazze, una versione ingrandita della tradizionale galea da guerra, armata da impressionanti batterie di artiglieria e di archibugi. Oggi la vasca è frequentata da imbarcazioni molto meno inquietanti e assai più piacevoli da osservare e, sicuramente, facili da gestire.

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9 risposte a L’Arsenale da nord – 2

  1. ytaba36 ha detto:

    Thank you so much for the explanations and the photos. The Arsenale is, to me, a place of mystery and romance!

    I wrote a little bit about one exploration I made, but I didn’t know what I was looking at!

    http://ytaba36.wordpress.com/2013/08/03/the-north-entrance-to-the-arsenale/

  2. ausdemspielberg ha detto:

    O Patria mia, vedo le mura e gli archi
    E le colonne e i simulacri e l’erme
    Torri degli avi nostri,
    Ma la gloria non vedo,
    Non vedo il lauro e il ferro ond’ eran carchi
    I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
    Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
    Oimè quante ferite,
    Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
    Formosissima donna! Io chiedo al cielo
    E al mondo: dite dite:
    Chi la ridusse tale? E questo è peggio,
    Che di catene ha carche ambe le braccia;
    Sì che sparte le chiome e senza velo
    Siede in terra negletta e sconsolata,
    Nascondendo la faccia
    Tra le ginocchia, e piange.
    Piangi, che ben hai donde, Italia mia…..
    (G. Leopardi, All’Italia, 1818)

  3. Ecco le cose che ci piace leggere. Un bravo all’autore!

  4. cesare ha detto:

    Impreciso anche nelle poche cose scritte. Consiglio una visita a: http://www.veneziamuseo.it
    Saluti.

  5. Bruno ha detto:

    Ottimo lavoro!!!

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