Riflessioni di corto respiro

Mose

Sarebbe bello esser capaci di dire cose non banali sul putiferio nel quale Venezia si trova da ieri mattina. Che tutto sia da dimostrare, che tutto sia da provare, su questo non ci piove. La maggioranza di noi che stiamo qui, però, vede le cose dal punto di vista bassissimo e non qualificato delle persone qualunque che da anni vivono a contatto coi faraonici cantieri del Mose (spero venga apprezzato il sagace accostamento con l’immagine di apertura) e con i biblici suoi ritardi. Magari una volta o due si sono anche chiesti, davanti a certe un tempo inusuali e ormai frequenti acque alte da 1,40 e più, se proprio non c’entrassero gli immani sventramenti operati alle bocche di porto per la colossale realizzazione. Sono persone che ogni giorno pagano di tasca propria i costi folli del vivere in una città i cui pochissimi servizi costano come i moltissimi di Copenaghen, che assistono alla sua spudorata commercializzazione, fronteggiano l’assalto dei milioni di turisti portati qui a godere di una magia che da anni è solo un ricordo, respirano i gas delle navi.
Ecco, noi siamo qui e sentiamo queste notizie e vediamo queste facce e assistiamo allo scoperchiamento di queste pentole: sicuramente saremo tutti dalla parte del torto perché prima di parlare bisogna aspettare i processi, però l’incazzatura monta. Non c’è niente da fare, monta e ti porta a pensare cose di corto respiro e nessuna eleganza, come per esempio che mi piacerebbe vederli appesi per gli alluci al posto delle bandierine sulla prossima Costa Strepitosa, sventolanti nella brezza serotina durante il transito davanti al sempre impassibile San Giorgio Maggiore.

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8 risposte a Riflessioni di corto respiro

  1. gabrilu ha detto:

    Ah, quanto ti ho pensato, in questi giorni! Ed aspettavo un tuo post.
    No comment.

  2. Ipofrigio ha detto:

    Se non altro, sembra che Poveglia per il momento sia salva!

    • Winckelmann ha detto:

      Già, certo che con il Comune messo come è messo adesso diventa impossibile sperare che eserciti il diritto di prelazione. Ma almeno le cose resteranno come sono e chissà che l’Associazione non riesca a realizzare qualcuno dei suoi progetti.

  3. Renza ha detto:

    L’ eleganza non manca di certo, in questa tua riflessione. Soprattutto se paragonata all’ accaduto…

  4. gabrilu ha detto:

    io ti seguo, anche se non commento.Per ovvi motivi

    • Winckelmann ha detto:

      I commenti credo che li abbiamo esauriti tutti. Oggi poi cantiamo il Requiem aeternam al Magistrato alle Acque, la gloriosa magistratura che per secoli ha retto le sorti della difesa della città dal mare e che ha finito la sua lunga vita dando il peggio di sé in queste squallide vicende. Se ne parlava da un po’ di abolirlo e adesso questa era diventata veramente una causa indifendibile.

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