Due camere e cucina

Poveglia

E così l’imprenditore Brugnaro si sarebbe aggiudicato all’asta l’isola di Poveglia per 513.000 euro. Neanche al Prix si trovano offerte così convenienti: un’intera isola nella laguna più famosa del mondo a tre metri dalla città che più mitica non si può, pagata quanto un appartamento nemmeno tanto grande alle Zattere. Un’isola nostra, nostra di chiunque cittadino di questa Repubblica, verrebbe tolta alla collettività per un piatto di lenticchie, per tirar su quattro lire che dureranno lo spazio di mezzo mattino e non potranno mai compensare la perdita di questo bene comune.
Che ci farà Brugnaro con la sua isola? A sentir lui nulla che non sia per i veneziani, men che meno un albergo. Francamente non ne ho idea, vista la pochezza di risultati che analoghe imprese in isole vendute prima di questa hanno conseguito: l’albergo di San Clemente fallito da anni, il residence di Sacca Sessola e gli appartamenti delle Grazie mai finiti. L’unico risultato vero di queste speculazioni è che adesso San Clemente, Sacca Sessola, le Grazie sono diventati territori off limits, luoghi misteriosi al di là di frontiere invalicabili. Succederà anche con Poveglia?
No se la commissione di congruità del Demanio deciderà che 513.000 euro sono un valore troppo al di sotto di quello reale e annullerà l’asta. Se ho capito bene, il Comune godrebbe anche di un diritto di prelazione, ma figurarsi se dai mille buchi delle sue tasche si sono salvati tutti quei soldi. Se ci fossero, spenderli così darebbe almeno un senso alla presenza degli orrendi cartelloni pubblicitari che continuano a stuprare gli edifici monumentali dell’area marciana, ma non succederà.
Sappiamo che la colletta dell’associazione “Poveglia per tutti” aveva raggiunto circa 400.000 euro. Sarebbe un’idea così stupida metterli in gioco affidandoli al Comune, che in questo caso dovrebbe solo integrare la cifra mancante per potersi aggiudicare l’isola? Forse si, non mi intendo di queste cose e soprattutto stasera ho bevuto due spritz e non sono del tutto lucido. In ogni caso, per quanto mi riguarda, se questo si rivelasse possibile io la mia quota la lascerei volentieri.

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5 risposte a Due camere e cucina

  1. Marco Boccaccio ha detto:

    temo che ad affidarli al comune andrebbero perduti nei mille rivoli che ne discendono.
    per adesso, ci vorrebbe almeno un altro spritz.

    • Winckelmann ha detto:

      Della procedura di affidamento come la vedo io farebbero naturalmente parte anche i fucili spianati di ciascun partecipante alla colletta.
      Per lo spritz… ho seguito il consiglio 🙂

  2. Giacomo Falchetta ha detto:

    Bell’articolo! Mi fa piacere condividere quello che ho scritto anche io a proposito l’altro ieri: https://giacomofalchetta.wordpress.com/2014/05/16/poveglia-compro-casa-a-venezia-anzi-no-meglio-unintera-isola/

  3. Pingback: Tanto tuonò che piovve | winckelmann in venedig

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