Domenica pomeriggio in Giudecca

La Giudecca è un’isola, basta metterci piede e si vede subito. Di là ci sono le Zattere, affollate di passeggiatori domenicali, turisti e non, che si godono il primo sole di primavera e il primo gelato della stagione. Di qua la fondamenta è quasi deserta, a parte i pochi che si spingono a visitare il palladiano Redentore. Lunga e stretta com’è, vien facile incamminarsi lungo la riva che guarda Venezia lasciando perdere le calli che ogni tanto si infilano nell’interno. Invece è proprio da quelle che si possono avere le sorprese più belle, come qualche scorcio di una città silenziosa, decadente e un po’ addormentata nella calma di una tranquilla domenica pomeriggio di mezzo sole. In quel mondo di matti che sta dall’altra parte del canale un’atmosfera così ce la siamo dimenticata da anni. Oppure può stupire l’incontro con l’architettura moderna, che a Venezia si è sempre realizzata ma a un patto solo: che fosse confinata alla periferia e invisibile a meno di non sbatterci il naso per sbaglio.
Non è facile viverci in Giudecca, perché in questa città di complicazioni vivere in un’isola significa essere ancor più legati ai mezzi di trasporto e condizionati dai loro orari dalle imperscrutabili ragioni. Però è bello venirci ogni tanto, a cercare di godere delle ultime tracce di uno spirito della città che dall’altra parte è da molto tempo morto e sepolto.

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8 risposte a Domenica pomeriggio in Giudecca

  1. Isidoro ha detto:

    Mai stato sulla Giudecca.. dici che dovrei prima o poi?

    • Winckelmann ha detto:

      Direi proprio di si, magari in un momento in cui c’è una bella mostra alla Casa dei Tre Oci, così si unisce la Venezia minore a Palladio alla grande fotografia. Da sola vale il viaggio.

  2. Marco Boccaccio ha detto:

    mai stato nemmeno io. tanti anni fa lo dissi a un veneziano, e lui mi rispose che aveva conosciuto una donna anziana che non ne era mai uscita, dalla Giudecca, nemmeno per andare una volta che so a San Marco.
    era il 1980, e la donna non ci sarà più. io però non ci sono ancora stato. la prossima volta…

    • Winckelmann ha detto:

      La vecchia che non è mai stata a San Marco si vede anche in “Anonimo veneziano”. Parecchi dicono d averla conosciuta ma è un po’ come l’araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa… 🙂

  3. gabrilu ha detto:

    Io ci sono stata, io ci sono stata (pensa te, una palermitana alla Giudecca! ☺️. Si vede che sono una tipo strana, eh? Per me, l’impressione è stata come di entrare in un romanzo di Henry James…).
    Bellissime le foto, davvero.
    La leggenda della vecchia invece non la sapevo.Bella!

    • Winckelmann ha detto:

      La Giudecca diventa veramente magica nelle notti d’inverno, quando la nebbia ti fa intravvedere appena San Giorgio e le luci di San Marco. Uno spettacolo che non si dimentica.

  4. Belle foto davvero.
    Ho fatto anche la Giudecca, da capo a capo. E ho visto anche che pescavano quei granchiolini buoni buoni senza carapace

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