Trenitalia e la sua mamma buona donna

Non so quante volte l’ho già scritto, ma continuo ad arrabbiarmici e in qualche modo devo sfogarmi.
Una volta c’erano le coincidenze: quando il viaggio in treno ti costringeva a un cambio in medias res, il secondo treno poteva aspettare per un certo ammontare di minuti per dar modo ai viaggiatori di non restare a piedi. Una forma di attenzione che quasi ci commuove oggi, succubi come siamo del principio che l’utente va spennato e bastonato.
Le Frecce sono il vanto di Trenitalia, l’unico treno che valga la pena prendere. Chi non viaggia in Freccia fesso è, e come tale va trattato. Nell’orario in vigore da circa due anni, i regionali veloci della linea adriatica arrivano a Bologna esattamente un minuto dopo che quelli della linea per Venezia sono partiti. Per un milione d’anni abbiamo avuto 25 minuti per il cambio, adesso non più. Sei un lurido pulcioso, sporco avaro e mendicante che si rifiuta di pagare 30 euro per la Freccia da Bologna a Venezia e si ostina a preferire il regionale che ne costa solo 10 e 95 e impiega nemmeno mezzora in più? Allora soffri, e stai lì come un coglione sul binario, pentito, per un’ora intera ad aspettare il regionale successivo.
O sei uno di quelli, principesse sul pisello o maragià di Bangalore, che facevano i signori alle spalle di Santa Trenitalia e viaggiavano a un costo quasi umano sull’Intercity Pescara-Venezia, che addirittura ti faceva risparmiare il cambio? Poche palle, povero illuso, l’abbiamo abolito. Monta in Freccia o marcisci sul binario, a riflettere sulla tua pochezza. E a guardare le Frecce che passano, senza di te.

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7 risposte a Trenitalia e la sua mamma buona donna

  1. Maragià del Bangalore ha detto:

    egregio Giuvann Gioacchin, per cosa pensa che io giunga quasi a Venedig con lo scalcinato elefante? perché ho Trenitalia in gran dispitto…

    • Winckelmann ha detto:

      Altezza, lei può permetterselo perché nella Serenissima ci arriva da lì vicino, dai suoi possedimenti in campagna. Io devo fare tanta più strada e l’elefante non lo reggo per più di tre chilometri. Trenitalia mi tocca, quindi, ma siccome ai ricatti non cedo faccio il fesso sul binario per un’ora e aspetto il regionale. Ecco.

      • Maragià del Bangalore ha detto:

        carissimo, ricorderà forse – maragià squattrinato qual sono – che per le mie sortite fiorentine cambiavo fino a 5 treni 5 pur di non lasciare un penny al monopolista.

  2. Marco Bertoli ha detto:

    Il treno regionale, l’opera lirica… siamo vecchi, vecchi, vecchi

    • Winckelmann ha detto:

      Da qui al kukident e al pannolone il passo è brevissimo.

    • Renza ha detto:

      Veramente, in Germania i treni regionali sono quanto di più giovane e moderno si possa immaginare. Puntuali ( gli IC hanno spesso ritardi anche significativi, mentre i Regionali spaccano il minuto) e frequenti tanto che non importa saperne gli orari. Ogni ora si trovano, a seconda delle destinazioni, due o tre possibilità.
      Esperienza diretta in diverse città tedesche. Forse Moretti non lo sa, ma noi, suvvia, teniamoci su . Evviva la modernità dei regionali, treni giovani per noi giovani…

      • Winckelmann ha detto:

        Ma questa è la repubblica delle banane, mica la Germania o qualunque altro stato del mondo civile!
        Qua nel mitico nordest, il cosiddetto motore d’Italia, si parla da almeno 15 anni di realizzare un sistema di trasporto ferroviario regionale sul tipo della S-Bahn tedesca, che utilizzando la rete di binari già esistente unisca con un sistema di convogli ad alta capacità e alta frequenza i poli di Venezia, Padova, Castelfranco Veneto e Treviso, smaltendo l’impressionante massa di pendolari che ogni giorno si muove su queste direttrici e naturalmente sgravando il traffico automobilistico, perennemente sull’orlo del collasso.
        In nome di questo “avveniristico” progetto sono state realizzate stazioni, parcheggi, infrastrutture di supporto e così via ma dopo 15 anni i treni sono sempre quelli, piccoli, lenti e pochi. E mentre i pendolari continuano a vivere sull’orlo della crisi di nervi, il traffico sulla Riviera del Brenta, sul Terraglio o la Castellana sembra quello del Grande Raccordo Anulare, e Moretti si fa le pippe sognando frecce sempre più sfiziose.
        Poi dicono che uno si incazza…

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