L’insonnia fa brutti scherzi

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La filologa e assessora alla toponomastica Tiziana Agostini deve aver dormito poco ultimamente e purtroppo per noi invece di contar pecore si è messa a pensare come segnare in qualche maniera il suo passaggio nella storia di questa città.
E così, ragionando da accademica e cioè come se le cose pensate non dovessero aver ricadute nel mondo reale, si è messa in testa di correggere i nizioleti (lenzuolini), quei rettangoli a calce sui quali sono dipinti perlopiù in dialetto veneziano i nomi di strade, campi e ponti. Con il dotto imprimatur di Ca’ Foscari (e te pareva, ma non hanno niente da fare in quella università?) ha compulsato un catastico del 1786 e altre fonti più o meno coeve e deciso che i toponimi dovranno corrispondere alle lezioni in esse contenute. Sulla correttezza filologica della procedura non ho naturalmente gli strumenti per esprimermi, sul suo carattere di apocalittica stupidaggine invece si. L’assessora discetta da par suo di doppie consonanti scritte ma non pronunciate e di amenità consimili. Non mi pare ci abbia spiegato con quale logica la lingua di quei documenti ufficiali deve essere presa come testimone di una pratica, quella della toponomastica, fondata per secoli esclusivamente sulla trasmissione orale. In ogni caso, quello che l’assessora dice sarà sicuramente vero ma l’idea che fra un po’ ci troveremo la città invasa di sottoportico e rio terrà mi fa rabbrividire. Spero solo che il ponte de l’osmarin non diventi ponte del rosmarino: a quel punto ci resterebbe solo il gemellaggio con Paperopoli.

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3 risposte a L’insonnia fa brutti scherzi

  1. Marco Boccaccio ha detto:

    quando facevo l’università, una volenterosa collega umbra andò a vedere venezia. ne tornò entusiasta, ma non si capacitava del perché le targhe stradali fossero in dialetto.
    e soprattutto una parola le risultò particolarmente misteriosa: quel sotoportégo (sic) che aveva letto così spesso.
    mosso a compassione le spiegai che si trattava dell’unione di sotto con pòrtego, ossia pòrtico. il mistero cadde, ma anche l’entusiasmo…

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