La parte degli angeli

locandina (1)

Toh, qui c’è una storia, ci sono personaggi con un capo e una coda, attori che pensano a quello che interpretano e non a far vedere quanto sono strepitosamente bravi, un regista che non si arrampica sugli specchi della filosofia da supermercato ma parte dalla vita, che “esprime” e non “confeziona”.
Nella triste Glasgow Robbie, un giovane sbandato con le orecchie a sventola, ha un figlio dalla sua ragazza e decide di mettere la testa a posto. Tutto, o quasi, è contro di lui, a partire dalla famiglia della ragazza. Ha un unico punto di appoggio: un signore di mezz’età che gestisce il gruppo dei condannati a lavori socialmente utili di cui Robbie fa parte. Grazie a lui il giovane scopre di avere un dono: un palato finissimo e una spiccata sensibilità per la degustazione del whisky. Per riuscire nel proprio intento e rifarsi una vita, Robbie dovrà tornare ancora una volta a delinquere ma lo farà – in compagnia di tre impagabili complici – alle spese di uno dei simboli della rovina dell’uomo: l’alcol.
Consiglio assolutamente: Europa batte America – almeno al cinema.

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Una risposta a La parte degli angeli

  1. Era uno dei due film in ballo per l’ultimo dell’anno. Ovviamente abbiamo sbagliato scelta.

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