E la nave va (e viene)

C’era un bel tramonto questa sera a Venezia. Chiuso in casa tutto il giorno a lavorare, sono uscito a fare due passi con la vaga prospettiva di farmi uno spritz. Fino a qualche anno fa non lo bevevo mai da solo perché mi pareva che facesse imbriagon depresso. Poi me la sono fatta passare: ma quale imbriagon se non bevo quasi mai vino, assolutamente mai liquori, solo ogni tanto un po’ di birra e per il resto acqua. Ho deciso così che quando ho voglia di uno spritz me lo bevo anche per i fatti miei, senza bisogno di trovare uno chaperon a tutti i costi e senza sensi di colpa.
Quindi sono uscito e ho imboccato subito la direzione verso il Bacino di San Marco, attratto da questo spettacolare cielo fiammeggiante che già vedevo dietro le case. Arrivato in riva, mi aspettava però un altro spettacolo, questo:

Non so quanto sia possibile per chi non l’ha mai provato capire cosa significa avere una nave da crociera come questa ormeggiata a venti metri dalle finestre di casa. Provo a dirlo io: significa in primo luogo essere immersi in una concentrazione di polveri sottili superiore a quella della zona industriale di Marghera. Le misurazioni sono recenti, i dati sono stati resi pubblici poco più di una settimana fa. Poi significa avere a pochi metri da casa giganteschi motori e generatori sempre in funzione, con tutto quel che ne consegue in termini di puzza, di sporco e soprattutto di rumore, continuo e fastidiosissimo, giorno e notte. Significa poi essere costretti a partecipare a tutte le gioiose attività dei crocieristi, accompagnate da musica e annunci sparati a qualunque ora da potenti altoparlanti, e magari essere svegliati nel cuore della notte dal frastuono delle operazioni di ormeggio dei nuovi arrivati.
Esistono dei comitati di cittadini che esprimono la protesta degli abitanti di Castello e di Santa Marta, le due zone più interessate dai problemi legati all’attracco delle navi. In queste settimane stanno alzando la voce ma l’amministrazione fa orecchie da mercante, nel vero senso della parola. Indifferente ai pericoli per l’edilizia monumentale e interessata invece ai dollari sonanti che piovono nelle voraci casse, figuriamoci se si preoccupa del disagio di qualche centinaio di cittadini.
D’altra parte, il nostro attuale ministro dei Beni Culturali  ha definito bello lo spettacolo dell’andirivieni attraverso Venezia di questi giganti. E allora, se ci facciamo soldi e per di più è anche bello, di che cazzo ci lamentiamo?

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3 risposte a E la nave va (e viene)

  1. E poi scusa, dopo la nomina da parte del medesimo Ministro, del vostro nuovo direttore della Biennale (un industriale, caro amico di Berlusconi), non vorrai mica lamentarti di lui?

  2. marcoboh ha detto:

    mi sa che roma e venezia fanno a gara a chi sta peggio…

  3. alex ha detto:

    Non ne possiamo proprio piu’ di questi colossi del mare sotto casa….
    Continuo a FIRMARE petizioni che nn trovano seguito e successo! Io da “veneziano verace” ho resistito alle ammallianti luci della terraferma e ho scelto cinque anni fa….di venire a vivere in questa zona recondita della multietnica venezia che e’ S.Nicolò dei Mendicoli..quartiere misconosciuto da moltissimi cittadini….ma dove le mie vere radici venete hanno attecchito subito,zona tranquilla,gente cordiale, case salubri e addirittura un prato verde di vera erba dove far correre i miei bassotti.
    Ma la mostruosita’ di trovarmi svegliato da una delle tantissime NAVI da CROCIERA tanto di moda in questo ultimi anni….nn l’avevo programmata.
    Il moto ondoso e lo sconquassamento quotidiano provocato dal loro passaggio lo si verifica dalle rive in pietra d’istria rosicchiate pezzo a pezzo, giorno dopo giorno…
    Dalla mia terrazza profumata di pelargoni e gelsomini…arrivano ogni tanto effluvi pessimi irrespirabili delle ciminiere cancerogene delle navi! BASTA FATE QUALCOSA!!!!

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