Il cigno spennato

A volte si fanno cose e poi ci si chiede: ma perché l’ho fatto? Già, cosa mi passava per la testa di andare a vedere questa roba qua vorrei proprio saperlo. Cioè, lo so in realtà: in giro non c’era niente di particolarmente invitante e mi aspettavo in fondo che questo Il cigno nero, avendo attinenza col mondo della danza, presentasse qualche elemento di interesse. Almeno, pensavo, ci sarà un po’ di Lago dei cigni col New York City Ballet, che non è proprio roba da buttar via.
Bene, lo dico urbi et orbi: Il cigno nero è la più clamorosa ciofeca cinematografica degli ultimi venticinque anni, un irritante concentrato di presunzione, un cervellotico minestrone di luoghi comuni, estetismi, banalità. E più procede verso il finale peggio diventa, con scantonamenti nell’horror che fanno cascare braccia e anche altro.
La danza è un elemento di contorno e questa Portman che si è beccata un Oscar ha l’espressività della miglior Lorella Cuccarini. Nelle scene in cui balla è perlopiù inquadrata a pezzi: un occhio, un dito, la punta di un piede, mentre in quelle in cui recita ha un’espressione fra lo sgomento e il catatonico che si porta dietro dal primo minuto fino all’ultimo. Degli altri personaggi nemmeno a parlarne: nessuno di loro si scosta dalla più trita consuetudine del peggior cinema americano. La cosa più divertente è la ballerina/rivale, che si presenta in teatro (al New York City Ballet!) coi capelli sciolti e la schiena completamente tatuata. Per molto meno una compagnia di molto minor prestigio una così la sbatterebbe fuori a calci in trenta secondi.

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2 risposte a Il cigno spennato

  1. Principe Kamar ha detto:

    Concordo il film è una schifezza colossale e dista anni luce dal modo della danza. Per quanto riguarda le inquadrature a pezzi, hai idee migliori per non far notare che non sono la Portman e la Kunis a ballare? L’ideale sarebbe stato offrire questi ruoli a delle vere danzatrici con forti doti da attrici, come ad esempio la Fracci, ormai è anziana ma quando interpretò Giuseppina Strepponi nello sceneggiato televisivo Rai dedicato a Verdi a me piacque molto.

    • winckelmann ha detto:

      Anche a me. Ma probabilmente una vera ballerina si sarebbe sganasciata dal ridere a dover lavorare in una storia tanto scombinata e falsa. Come chiedere a un vero medico del 118 di recitare in ER.

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