Una piccola, insignificante obiezione di coscienza

Vittorio Sgarbi sovrintendente è la perfetta e unica possibile emanazione del ministro fantoccio Sandro Bondi. Al di là delle vicende della sua nomina, non vale neanche la pena di sprecar tempo a cercare di capire se è un bravo storico dell’arte o se può essere un buon funzionario. Non è questo il problema.
Arrivato in laguna, Vittorio Sgarbi pontifica e strilla, trancia giudizi e spara bordate. Si sa bene che per lui l’umanità è divisa in due: da una parte lui, dall’altra i coglioni. E’ un sovrintendente-star: i manifesti delle mostre annunciano “Vittorio Sgarbi presenta”; nelle mostre non manca mai il pannello-sbrodolata “io di qua, io di là, io ho voluto questo, io ho voluto quello”; nel sito della Sovrintendenza fioccano le gallerie di immagini col grande funzionario ritratto mille volte nell’atteggiamento per lui più caratteristico: a bocca aperta.
Bene, io a quelle mostre non ci vado. Sono solo uno dei tre o quattro miliardi di imbecilli che popolano questa terra e non ho neanche una gnocca da dargli, onde per cui credo bene che di questa mia decisione non potrà fregargliene di meno. Ma io alle sue mostre non ci vado, così come spengo la radio ogni volta che sento la sua insopportabile voce sparare sentenze con l’eleganza di un plantigrado cui abbiano messo un peperoncino in culo. Vittorio Sgarbi per me non esiste; urli pure tutta la sua sbracata cafonaggine: a me basta un clic sul telecomando e lui può continuare a massacrarsi le tonsille come vuole. Verrà il giorno che resterà afono, vivaddio.

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8 risposte a Una piccola, insignificante obiezione di coscienza

  1. marcoboh ha detto:

    ah ma è ancora sovrintendente? in genere lui dopo un po’ se ne va sbattendo la porta… si vede che a venezia ancora riesce ad avere un grosso tornaconto.

  2. Gan ha detto:

    Più il plantigrado col peperoncino in culo si esibisce nei suoi numeri da circo, più mi rifugio nel mondo ovattato, sobrio e rassicurante di “Passepartout” e di Philippe Daverio, che anche come personaggio ne è l’esatta antitesi.
    Ma poi, il plantigrado di cui sopra è davvero tutta ‘sta cima, nel campo della critica d’arte? Chi si affanna a ripeterlo mi sembra della forza di quelli che definiscono “grandissimo teologo” il Ratzi.

    • winckelmann ha detto:

      Il mio parere di umilissimo imbecille è che ci sono molte più probabilità che Ratzi sia un grande teologo di quante ce ne sono che il plantigrado sia un grande storico dell’arte. Se non altro Ratzi di tempo per studiare ne ha avuto tanto nella sua lunga vita, questo qui fra pagliacciate in tv e balzi da un incarico all’altro sarà tanto se riesce a leggere la Settimana Enigmistica quando si siede sulla tazza. Se mai ci si siede, lui, sulla tazza.

  3. chiaratiz ha detto:

    confesso che non piace neanche a me (più per i modi, poi anche per certe idee che non riesco a condividere). Però dicono (non ci son mai stata) che l’apertura di palazzo grimani con annesse e connesse mostre sia stata una buona cosa. Dicono.

  4. PaoloVE ha detto:

    Lei è un uomo fortunello: http://tinyurl.com/nosgarbi

    Almeno andrà a rompere più lontano…

    🙂

    Saluti

    Paolo

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