La laguna d’inverno

In giorni come questi è bello girare per la laguna. Per esempio prendere alle Fondamente Nove il battello della Linea Nord e andare verso Burano. Si naviga fra le brume, costeggiando conterminazioni di barene e ruderi abbandonati al loro destino, marciando a fianco di solitari gabbiani o di qualche trampoliere che sverna in laguna. Pochi turisti sul battello, ieri solo qualche francese, tre giapponesi e una famiglia di americani. Il resto, gente del posto che tornava dal lavoro.
Prima di Burano c’è Mazzorbo lunga e stretta, anche lei fitta di casette di tutti i colori ma meno battuta dai cacciatori di pizzi e souvenir. Appare per prima la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, antichissima, fondata ben prima che Venezia fosse una città.  Il suo campanile alberga ancora oggi la campana più antica della laguna, fusa nel XIV secolo. La chiesa è aperta: gli abitanti delle case vicine tengono le chiavi e ti invitano ad entrare. Il posto è splendido e incredibilmente suggestivo, persino i lavori per il rifacimento della riva hanno qui qualcosa di magico.

Burano è quasi deserta, dei tanti negozi per turisti solo due o tre sono aperti e la piazza è vuota. La Crocifissione di Tiepolo nella chiesa di San Martino è immersa nel buio e si legge a fatica, ma va bene così, i tagli di luce ed ombra del giovane genio, non ancora convertito a quel sole che non ha forse esempio che sbalordì i suoi contemporanei, sono nella penombra ancora più drammatici.
Il paese in questi giorni è tutto dei suoi abitanti, che si salutano per strada senza far troppe ciacoe, perché il freddo punge e la nebbia ti entra dappertutto. I pochi foresti in visita si ritrovano alla fermata del vaporetto e nell’attesa che il battello che torna a Venezia sbuchi dalla nebbia che avvolge le barene parlano piano fra di loro, come se non volessero disturbare.

Mentre ci allontaniamo dalla riva si accendono i primi lampioni. Sembra impossibile che fra qualche settimana le orde dei nuovi barbari, il fracasso e le bancarelle di paccottiglia riprenderanno possesso di questi posti magici.

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5 risposte a La laguna d’inverno

  1. Dai che lo sappiamo che sei lì che smani per il Carnevale, che fremi per poter sfoggiare le tue nuove maschere..

  2. daniela ha detto:

    ti leggo proprio volentieri
    è così bella questa laguna ,adesso
    daniela

  3. winckelmann ha detto:

    @vorreietc: l’unica cosa per cui smanio è la comparsa delle frittole, il solo motivo per cui il carnevale ha un senso. Già si vedono, ma ancora rimando il momento in cui addenterò la mia prima veneziana. Tanto quest’anno il carnevale è lungo assai.
    @daniela: grazie e benvenuta. si, adesso la laguna è proprio un incanto. Ma non diciamolo troppo in giro, che non arrivi la truppa.

  4. marcoboh ha detto:

    io a burano non ci sono mai arrivato, nemmeno d’estate. ma la prossima volta…

  5. Pingback: Del silenzio e della lentezza « winckelmann in venedig

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