L’avvocatessa delle cause perse

Mary Star è andata nel ripostiglio delle scope (ne ha parecchie) e ha rispolverato l’antica vocazione per l’avvocatura. Decisa a percorrere le orme di Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili, ha preso le difese del ministro Bondi dopo che i crolli di Pompei hanno messo sotto gli occhi di tutti la sua disastrosa conduzione della tutela dei Beni Culturali.
Elaborando una sorprendente ed originale argomentazione, ha asserito che le critiche a Bondi sono una strumentalizzazione della sinistra. Ci si interroghi piuttosto, ha detto, sull’efficienza delle Soprintendenze e dei Soprintendenti nel gestire la manutenzione del patrimonio culturale.
Propongo a Mary Star da Cascia la seguente soluzione: ella offra alla causa la sua collezione di scope, anche quelle da sera; i Soprintendenti fannulloni siano mandati in fila per due a spazzare le macerie di Pompei e siano condannati al pagamento delle petunie da piantare nell’aiuola che prenderà il posto della casa gladiatoria; con un decreto che se ne fotte delle procedure di legge, Bondi nomini Vittorio Sgarbi reggente plenipotenziario di tutte le aree archeologiche d’Italia, nelle quali potranno essere organizzati happenings softcore della di lui morosa nelle vesti, volta per volta, di Poppea, Messalina, Cleopatra, Elena di Troia o altri celebri puttanoni dell’antichità.

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