Bunga bunga (gonna dance)

Pensieri sparsi nel bungabunga-day.
Si dice che l’Italia stia diventando lo zimbello d’Europa. E’ una doppia cazzata, perché già da mo l’Italia è diventata zimbello non solo d’Europa ma del pianeta. Basta varcare di pochi metri i patri confini per accorgersi che qualunque giornale non italiano (a saper leggere l’arabo scommetterei pure quelli di Gheddafi) ci prende per il culo e che in qualunque talk-show non italiano il solo nome di Berlusconi provoca le risate del pubblico. Quello che a noi arriva di questa generale e purtroppo giustificata considerazione è una parte infinitesima. Non sarà mai troppo presto quando quelle quattro mammolette che dicono di chiamarsi opposizione capiranno che è ora di smettere di alzare il ditino ammonitore predicando da dietro un paravento dimissioni che mai verranno da sole. Un impero nato e cresciuto sul culto dell’immagine deve essere combattuto con le stesse armi. Mostrate ai cervelli ottenebrati dalla propaganda televisiva cosa pensano veramente di noi in Germania, in Inghilterra, in Francia. Mostrate come se la ridono quando l’immaginifico vanta ruoli di primo piano nella politica internazionale, e smettetela di fare i bravi bambini a oltranza, le integerrime mariegoretti che affrontano a colpi di santini un avversario che fa della mancanza di scrupoli e della faccia di palta a oltranza (Napoli pulita in tre giorni) la propria principale strategia. Il fine giustifica  i mezzi.
Due: se avessi un nonno quasi ottantenne con giovanili appetiti, potrei vederla come una consolante immagine di buona salute. Se il nonno mostrasse che gli appetiti gli fanno perdere la ciribiricoccola al punto di regalare la pensione alla prima figliola incontrata per strada mi preoccuperei, ma il problema sarebbe in ogni caso del nonno, mio e della mia famiglia, non certo una questione da risolvere in piazza. Se al posto del nonno ci mettiamo il Presidente del Consiglio, l’ingestibile passioncella diventa invece un problema della nazione. In primo luogo perché se l’ipotetico nonno mio più della pensione non potrebbe regalare, il Presidente del Consiglio può elargire ben altro, comprese cariche pubbliche, incarichi di governo e così via. Che l’abbia già fatto o no non mi frega, mi basta che la cosa sia anche solo in teoria possibile. In secondo luogo perchè basta che fra le tante sgualdrinelle che si porta in casa ce ne sia una sola priva di scrupoli o manovrata da qualcuno privo di scrupoli, che il presidente del consiglio in cinque minuti diventa il più ricattabile degli uomini: bastano due foto scattate con un telefonino. Trovo quindi patetico che le mariegoretti di cui sopra si diano un tono da bravi ragazzi asserendo basta gossip, torniamo ai veri problemi del paese. Questo è adesso il principale problema del paese: siamo nelle mani di un imperatore che intende la cosa pubblica come cosa privata e gestisce il proprio ruolo non con la testa ma con quello che gli è rimasto tra le gambe. Solo mandando via questo soggetto e i parassiti che lo circondano si potranno affrontare tutti gli altri enormi problemi causati da anni di malgoverno.
Tre: non ha mica detto non ho mai telefonato in questura, non ho mai fatto pressioni per fare rilasciare la tipa. Lui è buono e fa di tutto per aiutare chi ne ha bisogno. I comunisti commettono reati, lui fa solo atti di bontà. Un buono che aiuta le bone.

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6 risposte a Bunga bunga (gonna dance)

  1. alberto ha detto:

    Il dubbio è che forse finiremo davvero per morire berlusconiani. La certezza è che, prima, e durante, e dopo, e ora, e sempre, ci sarà per tutti noi un po’ di Bunga Bunga. Ahimè!

  2. Gan ha detto:

    Però quando fai presente all’italiano medio gli sbertucciamenti che il resto del mondo ci regala per via del nostro Conducator, quello mica se la prende con il Conducator, se la prende con il resto del mondo. Poi ti dice che i francesi sono puzzoni e c’hanno Sarcozzi, e ben gli sta; che i greci sono a puttane e gli spagnoli ci stanno andando; che i tedeschi prova ad andarci e poi mi dici, che gli americani sono talmente del culo che presto gli faranno la festa, al moretto. Insomma, se Parigi vale una messa, la prosperità e le magnifiche sorti, e progressive, dell’Italia valgono bene qualche simpatica goliardata del suo padrone, che gli altri non capiscono perché cattivi dentro.

    • winckelmann ha detto:

      Io continuo a sperare che sotto gli strati di monnezza mediatica e di ignoranza indotta sopravviva comunque una larva di raziocinio. Che non servirà a spostare i voti di quelli che scelgono il Conducator de noantri per tornaconto personale, e sono tanti. Ma il popolo degli addormentati, degli ipnotizzati dai quiz televisivi, la massa di quei fuori di testa che credono di potersi chiamar fuori non andando a votare e la chiamano protesta, questi bisogna risvegliare. Perché a tutto ci si abitua, e quello che oggi ancora ci sembra inconcepibile domani sarà normale. Lo faranno Presidente della Repubblica, si porterà le puttane in Quirinale e Bersani sarà ancora lì a dire “e no, così non si fa” e noi qui a fare i distinguo che Di Pietro ma però, che Vendola non ci convince, che ci vorrebbe la Bindi ma coi baffi di D’Alema, la taglia di Fassino e la sesta di reggipetto. E intanto lui e i suoi prosseneti a ridersela.

      • PaoloVE ha detto:

        … il fatto è che, in chi crede in SB, non c’è nulla che possa essere risvegliato da considerazioni derivanti da casi come questi, se no, tra le Noemi e le Patrizie, passando per le igieniste dentali ed altri percorsi accidentati, qualcosa si sarebbe già mosso.

        E allora, mio malgrado, sto con chi crede sia il caso di non insistere con un’arma spuntata, ma piuttosto di riprendere a dire “Se stai peggio di prima è perché…”, perchè ogni giorno in Italia, per la maggior parte della gente, è un po’ peggiore.

        Saluti

        Paolo

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