Requiem aeternam

Finirà per diventare una rubrica, ho paura.
Anche questa bottega di inutili strafanti era una libreria, un posto molto particolare al quale sono sempre stato affezionato. Il negozio sta in Salizzada San Pantalon, per chi conosce la città in zona Ca’ Foscari vicino alla Pasticceria Tonolo, che chi l’ha conosciuta una volta non la scorda più. A proposito, se per caso ricordate Campanini, l’altra vecchia e buona pasticceria che stava pochi metri più in giù, scordatevela: ha chiuso anche quella.
La libreria, dicevo. Quando arrivai a Venezia quello che qui si vede pittato di elegante viola era invece blu scuro e sopra l’ingresso si leggeva “Libreria Goliardica”. Dentro stava una splendida signora, bellissima dolcissima ed elegantissima, sempre con un nastro nei capelli: aveva portato il suo negozio a specializzarsi sostanzialmente in due generi coraggiosi: libri sui gatti e libri sulla musica. La vetrina in primo piano era quella dedicata alla musica, e come si può immaginare diventò ben presto una tappa fissa dei miei percorsi veneziani. Entrai nel negozio naturalmente la prima volta che mi ci trovai davanti e cominciai a spulciare gli scaffali pieni di tesori inaspettati: perchè in Italia, sembra incredibile, un’editoria musicale esiste, peccato che quasi mai arriva in libreria. La signora mi salutò gentilmente e non mi chiese nulla, lasciandomi libero di andare dove volevo. Trovai un libro, che ho ancora, e siccome non aveva prezzo stampato chiesi a lei quanto costava. Mi rispose che non lo sapeva: si trattava di una nuova collana che era appena arrivata ma senza listino, per cui mi avrebbe potuto rispondere di lì a qualche giorno. Dissi allora che sarei ripassato ma lei rispose: “intanto prendilo, poi quando ripassi ti dico quanto costa e me lo paghi”. Non mi aveva mai visto, sarei potuto sparire col suo libro ma senza batter ciglio me lo diede. Mi innamorai di lei all’istante: naturalmente tornai nei giorni successivi e pagai il mio debito, e poi per anni tornai assiduamente nel negozio; non abbiamo mai fatto chiacchiere, non siamo mai diventati amici, ma ogni volta che la incontravo, in negozio o in città, ci salutavamo con un largo sorriso.
Poi un giorno la signora se ne andò, cedendo il negozio a una collega più giovane che lo tenne per qualche anno, impegnandosi seriamente a rafforzarne ulteriormente la parte musicale e a pubblicizzarlo anche sulle riviste specializzate. Poi, improvvisamente, anche lei ha dovuto cedere: la speculazione sugli affitti ha raggiunto tali livelli di follia che pochissimi possono permettersi di sostenere le richieste dei proprietari. E quei pochi sono dediti, naturalmente, alla vendita di strafanti, scemenze modaiole o da due soldi facili da smerciare al turista di passaggio. E così Venezia fa un altro passo verso l’eterno riposo, e noi con lei.

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