Grandinata pomeridiana

Cinque minuti prima c’era il sole. Il tempo di prendere due cose al supermercato e:

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8 risposte a Grandinata pomeridiana

  1. Gan ha detto:

    Non ci sono più le mezze stagioni, signora mia!

  2. marcoboh ha detto:

    ma tu sempre colla macchina fotografica a portata di mano?

    • winckelmann ha detto:

      Certo, l’ho comprata piccola apposta. In tasca o in borsa cerco di averla sempre, anche se le cose più belle me le trovo davanti le poche volte che la dimentico a casa. La legge di Murphy dei fotografi dilettanti.

  3. cagnassa ha detto:

    sono un amante respinto – perciò legato in eterno – della tua città
    potresti dirmi dove si trovano il ponte ligneo e il campiello? (funeri? pomeri?)
    per una volta mi asterrò da gugolmàp, e come facevo un tempo, spolvererò qualche vecchia pianta pieghevole o forma urbis cartacea
    secondo la legge del pomo di newton, se cadiamo dal ramo assieme toccheremo terra assieme, poiché peso esattamente i tuoi stessi anni
    grazie

    • winckelmann ha detto:

      Gli amanti respinti sono i più fedeli. Il ponte è quello che collega la città con l’isola di San Pietro di Castello, quindi se vai sulla forma urbis cerca via Garibaldi, va fino in fondo e lo trovi. Il campiello Pomeri è un po’ più avanti nella stessa isola, non in direzione della chiesa ma dall’altra parte, verso la fermata del vaporetto di San Pietro.

      • cagnassa ha detto:

        grazie delle indicazioni
        bugiardo come tutti gli amanti, non ho resistito alla seduzione ruffiana di gugolmàp, che modernizza un po’ troppo l’atmosfera e dissolve il sentore nostalgico degli anni dell’amore furente, ma che tuttavià è l’attrezzo di cui deliravamo volentieri proprio ai tempi delle pur precise piantine tascabili dagli orli sfrangiati per il troppo uso.
        già prediligevo il sestiere di castello per il suo essere “fuori rotta” ed il suo conseguente preservato carattere.
        san pietro mi era cara per la veduta canalettiana della chiesa incompiuta.
        ma lo stadio di calcio dove è finito?
        analogamente alla santa marta panetulipànica di silvio soldini abitata dal candido cameriere rimaiolo bruno ganz, anche questa dove è grandinato mi appare una zona jap-free.
        bel posto dove avere uno studio ampio e luminoso per dipingere, in mezzo a gente comune che fa il suo mestiere.
        una volta ho comprato qualche paia di calze da uomo in una merceria (“la marzareta”) nei pressi de la bràgora…
        adesso torno dentro a mettermi la camicia di forza, buonanotte, alla prossima!

  4. alberto ha detto:

    Oltre alla macchina fotografica dovresti avere sempre dietro anche questo.

  5. winckelmann ha detto:

    @ cagnassa: lo stadio di calcio è sempre lì, a Sant’Elena. Se passi sul ponte della foto e guardi a destra vedi i pali angolari dei riflettori e, soprattutto, la domenica senti le ole dei tifosi. Per il jap-free: si, è abbastanza vero almeno relativamente al resto della città. Però anche qui la svendita turistica si fa sentire: fino a un po’ d’anni fa nei negozi di via Garibaldi trovavi al massimo quelli di Sant’Elena, oggi alla Coop senti soprattutto parlare francese inglese tedesco. Tutta gente messa dalle agenzie a riempire i sempre più vuoti appartamenti del quartiere.

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