Abbandonato al suo destino

La trovo tutte le mattine sul vaporetto delle sette e dieci, in piedi vicino all’entrata con un ipod in mano e gli auricolari nelle orecchie. Ha sicuramente passato la cinquantina ma si veste come una ventenne con ambizioni di seduttrice sbarazzina, tutta frappe e volant, fiocchi e fiorellini e colori pastello. E qualunque cosa indossi, sempre molto corto, porta quelle cose che sono fatte come calze ma sono nere e senza piedi. Si insomma, quelle cose lì, immagino che abbiano un nome preciso ma non lo so.
E’ sicuramente un’insegnante. Come lo so? E’ che alla mia fermata sale un suo collega, sul quale lei si avventa come un’aquila sull’agnello. Lo inchioda al barcarizzo, l’ipod sparisce nella borsa, gli si attacca come un anemone alla cozza e guardandolo da sotto in su (è bassetta), quasi bocca contro bocca  inizia a squadernargli questioni di lavoro, e collegi, e circolari, e progetti, e schede finanziarie, e programmazione e che ne so io. Lui la ascolta paziente, ogni tanto riesce pure a infilare qualche sparsa sillaba nel suo monologo. Stamattina, però, i nostri sguardi – mio e del collega – si sono incrociati per un millesimo di secondo e, sarà stata suggestione non lo so, io ho letto nella sua pupilla una sconsolata richiesta di aiuto. Ma era troppo tardi, eravamo alla mia fermata e ho dovuto lasciarlo al suo destino.

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8 risposte a Abbandonato al suo destino

  1. marcoboh ha detto:

    l’abbigliamento stravagante è il primo segno della pazzia.

  2. Gan ha detto:

    Quella specie di calze si chiamano “leggings”. Quando le indosso faccio sempre un figurone! 😛

  3. Gan ha detto:

    Prosaico! E io che volevo mandarti una foto di quelli fuchsia con le bande glitterate… 😦

  4. marcoboh ha detto:

    ripeto il mio primo commento 🙂

  5. Tiziana ha detto:

    Una cosa che mi sono sempre chiesta e a cui non ho mai trovato risposta
    è la mancanza di tenerezza che hanno molti gay nei confronti delle donne.
    Anche a me sono capiatate cose strane,come accogliere in ospedale alle tre di notte un uomo in babydoll rosa con ciabattine in tinta di struzzo .
    Anche lui era sulla cinquantina e non aveva un abbigliamento adatto alla sua età,ma non per questo l’ho giudicato. Gli ho passato i fazzoletti per soffiarsi il naso e ci ho fatto due chiacchere insieme.

  6. marcoboh ha detto:

    perché, tiziana, generalizzi così? pensi che se anziché di una donna si fosse trattato di un uomo i commenti sarebbero stati diversi?
    e la mancanza di tenerezza che hanno molti gay (?) nei confronti delle donne cosa c’entra?
    forse c’entrerà la mancanza di tenerezza che la società ha nei confronti dei gay che non siano ricchi e famosi, cosa per cui a volte siamo un po’ cinici.
    ma mai quanto chi generalizza e si offende per cose che pretende riferite tutte a sé.

    • Tiziana ha detto:

      Frequento uomini gay da quando ero solo una ragazzina.
      Nei confronti dei maschi etero,soprattutto quando
      ero “appetibile”, dopo rompimenti di balle francamente
      asfissianti, ho sempre attuato una politica separatista.
      I gay invece,nella mia vita, hanno a che fare con il mio bisogno
      di rapportarmi comunque al “maschile”.
      E probabilmente alla voglia di ritrovare gesti,espressioni,modi di
      fare,ruvidezze che ho amato moltissimo in mio padre.
      Quando sto per troppo tempo solo in compagnia di donne,
      sento il bisogno di annusare odore di dopobarba,di ascoltare
      un timbro di voce più basso e di discorsi più diretti e pragmatici.
      E forse cerco in realtà un atteggiamento indulgente e un pò
      protettivo,un porto sicuro dove non essere giudicata.
      Il “maschile” da me interiorizzato non bada ai vestiti,non si
      accorge se una cosa è firmata o no e non si accorge neppure se è sobria o piena di fronzoli. E’ “oltre”! E quando ascolto
      critiche velenose da parte di qualche mio amico gay,nei confronti
      di una donna,per come è vestita o truccata, rimango delusa.
      So bene che il mondo è pieno di “checche” ,(sia gay che
      etero),pettegole e perfide
      quanto sanno esserlo anche le donne e che non esistono linee
      di confine ben distinte tra comportamento maschile e femminile.
      Per cui ammetto che la mia osservazione sulla “mancanza di
      tenerezza” dei gay con le donne, ha sicuramente più a che fare
      con il mio vissuto personale e le mie personali aspettative che
      con la realtà.
      Però quando vedo delle donne 50 enni vestite da adolescenti,
      non posso fare a meno di pensare alla pressione sociale enorme
      che le donne subiscono per dover costantemente apparire
      giovani,alla mercificazione che si fa del corpo femminile.
      Un uomo di mezza età viene considerato maturo e autorevole.
      Una donna di mezza età invece è solo carne di seconda scelta e
      le stesse donne ne sono così convinte,che, per continuare ad essere considerate e guardate,sono disposte a ogni genere di travestimento e macelleria chirurgica.
      Per questo non riesco ad emettere giudizi severi,alla fine sono solo vittime. Su questo punto mi piacerebbe che avessero almeno la “gaia” solidarietà maschile.
      Tiziana

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