Solo per il Kaiser

Cerco di convincermi che il piatto di zuppa di verdure che è stato la mia cena sia come balsamo di Kundry per il mio corpo, martoriato da due settimane di salse, carni, arrosti, sughi, grassi e birra. E’ così, sicuramente, e anche domani la lenta rigenerazione del mio fegato procederà senza intoppi grazie a ipocaloriche insipidezze. Che magari ci scappa che perdo anche un etto o due, che non sarebbe così male.
Grazie al cielo, col pensiero non si ingrassa. Posso quindi tentare un riepilogo delle meravigliose esperienze che mi hanno portato sull’orlo dell’ipercolesterolemia.
Lo Zwiebelrostbraten è la mia passione. La ricetta precisa non la so e mai vorrò saperla, per non rischiare di farmi venire la voglia di rifarlo anche a casa. Si tratta comunque di bistecche di roastbeef cotte in una salsa a base di cipolle e cosparse al termine da una cascata di riccioli di cipolla arrostita croccante. Si mangia spesso con le Bratkartoffeln, che sono una cosa per la quale potrei anche uccidere: patate tagliate a fettine, cotte in padella e intensamente speziate. Altra delizia è il Backhendl, ovvero il pollo fritto. Che uno pensa alle unte spugne vendute nelle mangiatoie dei ristoranti Kentucky Fried Chicken e gli passa la fame, ma il Backhendl è un’altra cosa. Almeno quando è fatto come absburgica tradizione comanda, con panatura (prima farina, poi uovo poi pangrattato) croccante e asciutta e interno morbido e succoso, e profumato di limone. Se al fritto si preferisce il lesso, Gemischtes Gekochtes: pezzi di tagli diversi di bovino serviti nella pentola a mollo nel loro brodo bollente, con verdure e midollo. Indispensabile, se il distratto cameriere non ci pensa, farsi portare fondina e cucchiaio perchè finita la carne anche il brodo va bevuto. Accompagnano obbligatoriamente la sontuosa specialità il Kren (rafano), puro o lavorato in salse che ne attutiscono la potenza, le Bratkartoffeln e gli spinaci.
Dal Tirolo a Monaco, per chiudere la vacanza. E’ una bella città ma anche un gran baraccone ad usum turistorum. Andarsi a infognare nell’allucinante baccano della Hofbräuhaus no xe roba par mi. Lì vicino, però, c’è Haxenbauer, locale di grandi dimensioni pure lui ma a misura di conversazione, con servizio cortesissimo e veloce. Haxenbauer, lo dice il nome stesso, è principalmente il tempio dello stinco, sia di maiale sia di vitello. Vengono arrostiti in grandi spiedi posizionati proprio davanti alle vetrine sulla strada e si possono ordinare in diverse versioni e con diversi contorni: le solite Bratkartoffeln, insalata di crauti, Kartoffelknoedel e così via. Chi ordina uno stinco intero si vedrà arrivare il cameriere con un grande vassoio di rame pieno di stinchi già cotti, ciascuno con il cartellino del prezzo. Si indica quello che si vuole e immediatamente dopo lo si riceve nel piatto.
Mi si risveglia il colesterolo, meglio chiudere qui. Volete dolce? e allora Kaiserschmarrn: uova sbattute con farina, uvetta, zucchero e un po’ di lievito, cotte in padella come una frittata che poi viene rotta in pezzi irregolari, cosparsi di zucchero a velo e da mangiare assieme a composta di mele o confettura di ribes. Avvertenza: una porzione standard di Kaiserschmarrn può costituire tranquillamente un pasto completo per un adulto di grossa pezzatura. C’è infatti chi ci pranza; se intendete invece affrontarle come dessert, consiglio una porzione per tre-quattro persone. Francesco Giuseppe, dicono, ne andava matto. La Sissi invece le disdegnava: roba che dopo averle mangiate le toccava fare otto chilometri di corridoi nella Hofburg per andare dalla sua imperiale Mami a farsi allentare il busto.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Cucina. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Solo per il Kaiser

  1. marcoboh ha detto:

    ecco, m’è salito il colesterolo pure a me solo per averla letta questa roba. o che son cose da raccontare tutte insieme? ve bene che sono sicuro ne hai ancora una gran voglia, mentre inganni lo stomaco e la mente colle tue verdurine: ma uno per puntata no?
    comunque, uno dei motivi per cui preferisco la montagna (o comunque l’entroterra) al mare è proprio questo. vuoi mettere il paragone con il pesce, che pure per tanti (per me, inspiegabilmente) fa molto più chic?

  2. Isidoro ha detto:

    E’ sleale parlare di cibo quando sai benissimo che sono costretto ad andare avanti a gelati…..

  3. winckelmann ha detto:

    @marco: tutto in una puntata così poi non se ne parla più. E che, devo continuare a farmi del male mentre io qui giaccio in un letto di rinunce e privazioni?
    @Isidoro: gelati… e lamentati tu quando io vado avanti a yoghurt. E poi se le tonsille te le facevi a dieci anni, come qualunque bambino degli anni Sessanta…

  4. A dieci anni? a me le cavarono via a 3 anni. Comunque la tua slealtà è ormai comprovata: solo perchè ti ho detto che in una settimana ho perso 1,7kg (ma mi sa qualche etto ripreso nel weekend), ora ti scateni con post gastronomici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...