Deamicisiana

Quando andai in prima elementare, mia nonna tagliò da un pezzo di pannolenci marrone cinque o sei tondi di misure diverse, fece a ciascuno con le forbici uno smerlo a zigzag e poi li mise uno sull’altro, sotto il più grande e via via quelli più piccoli e fermò il tutto con un grande bottone cucito al centro.
Quello era il nettapenne, per pulirci il pennino della cannetta.
In prima elementare c’erano i banchi da due persone, con un buco in mezzo per il calamaio. E c’era il capoclasse che doveva stare attento ai calamai e quando c’era bisogno doveva prendere il bottiglione d’inchiostro nell’armadio di fianco alla cattedra e riempire quelli vuoti.
A me non pare di essere tanto vecchio, ma quando racconto queste cose mi sembra che potrei essere uscito dal libro Cuore. Mi fa un po’ impressione.

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12 risposte a Deamicisiana

  1. marcoboh ha detto:

    i banchi a due posti (con il sedile fisso! ecco l’origine della scoliosi e dell’artrosi) e il buco per il calamaio ce li avevo pure io: ma noi si usava la penna a sfera (che era comunque una novità).
    eppure ho qualche anno in più…

    • winckelmann ha detto:

      E si che eravamo tutti e due nello Stato Pontificio…
      Noi partimmo con la matita, e le aste. Poi l’alfabeto, con una lettera per volta e pagine e pagine di a e di A, di b e di B, di c e di C. La cannetta col pennino fu una conquista di qualche mese dopo, mentre la penna a sfera arrivò molto più tardi, non prima della seconda.

      • marcoboh ha detto:

        si vede che nella capitale (dello stato pontificio) le novità arrivavano con qualche anno di anticipo: e sì che però la provincia di *** era tra le più avanzate (sempre dello stato pontificio)!

  2. Gan ha detto:

    Io ebbi già il banchino di fòrmica con la seggiolina dalle gambe di metallo. Ma nell’aula ( enorme, relitto di un tempo in cui i bambini in campagna erano numerosi come i papaveri nei campi) c’era una monumentale stufa in ghisa, e la bidella faceva la spola più volte, nell’arco della mattinata, per alimentarla con gli ovuli di carbone. La mia maestra volle che imparassimo a scrivere con penna e pennino, diceva che ci avrebbe aiutato ad essere più precisi; a me piaceva molto , adoravo il pennino a forma di manina con l’indice disteso. Tutti gli altri facevano delle gran macchie e sgorbi, e si divertivano a rosicchiare la cannuccia come tanti castori; però tutti gli altri, finita la lezione, uscivano di corsa dall’aula imitando il rumore del trattore. Dopo sei mesi la maestra ci fece passare alla stilografica, la Aurora.

    • winckelmann ha detto:

      C’erano i pennini a forma di pennino, quelli a forma di manina e anche quelli a forma di torre Eiffel. La stufa in classe ce l’avevo non alle elementari ma alle medie, era di quelle alte di terracotta e andava a legna. Invece alla scuola comunale di musica che frequentavo nel pomeriggio, nei locali del teatro comunale, ne avevamo anche noi una in ghisa che andava con gli ovuli di carbone. Fra un solfeggio e l’altro bisognava tenerla d’occhio e caricarla.

  3. Anche io, come Marco, avevo i banchi col buco per il calamaio ma imparammo subito con la penna a sfera, nonostante i pochi anni (10-20???) di differenza rispetto a Winck. La maestra voleva un unico tipo di penna: Nero di China Bic Puntafine. Ogni altra penna, secondo lei, scriveva troppo grosso e sbavava. Io adoravo le Bic normali, quelle trasparenti, perchè erano più carnose e facevo un bel tratto corposo: le usavo a casa per i miei pasticci.

    • marcoboh ha detto:

      io invece adoravo le bic a scatto: quelle un po’ cicciotte con la clip che faceva tutt’uno col corpo della penna, e il giunto a vite centrale con l’anellino di metallo, con inciso Bic-Bic-Bic tutto intorno!
      (eppure io qua sono il più vecchio…)

  4. Isidoro ha detto:

    Scusa, ma secondo me la tua scuola elementare si trovava in una qualche sacca dellospazio-tempo rimasta per chissà quale motivo una ventina d’anni indietro rispetto al resto del mondo. Chissà se è ancora così: varrebbe la pena di andare a controllare se almeno lì la riforma Gelmini non è ancora arrivata…. Magari sono convinti che la ministra sia ancora la Falcucci.

    • winckelmann ha detto:

      E’ che mi sono trovato proprio sulla linea di discrimine del cambiamento. Mia sorella, che ha appena quattro anni meno di me, andò in prima e già il primo giorno iniziò a scrivere frasi complete, con la biro, e a contare con gli insiemi. Però non mi dispiace di aver fatto esperienza di questo mondo.

  5. Rosa ha detto:

    Io ho iniziato a scrivere con le penne cancellabili… E qui passo e chiudo 😀

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