Il calore del sangue

Fino a qualche anno fa, di questo romanzo che la Némirovsky scrisse alla fine degli anni Trenta e non fu all’epoca pubblicato, si conosceva solo un dattiloscritto incompleto delle prime pagine. Poi il manoscritto dell’intero testo è stato ritrovato fra le sue carte, e finalmente pubblicato dopo il successo mondiale di Suite francese, il romanzo incompiuto anch’esso ritrovato nella valigia che la scrittrice lasciò alle figlie prima di essere deportata.
Il calore del sangue è quello che sconvolge la vita di uomini e donne, che li porta al tradimento, all’abbandono, all’omicidio mentre sopra di loro, nell’immobile e immutabile routine della vita di questo piccolo paese della provincia francese, nulla deve trasparire di quanto sotto ribolle e distrugge. Tutti sanno, niente si deve sapere.
La Némirovsky abbandona qui le ambientazioni che le sono più usuali e situa il racconto nella cittadina che, crudelmente, è la stessa nella quale pochi anni dopo lei stessa avrebbe cercato rifugio al momento dell’occupazione nazista della Francia e nella quale fu arrestata per essere portata ad Auschwitz. Le due figlie scamparono alla cattura e crebbero sole, conservando per anni i taccuini e manoscritti della madre, che oggi Adelphi sistematicamente ripubblica.

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2 risposte a Il calore del sangue

  1. cacioman ha detto:

    La storia del manoscritto di “Suite Francese” è un libro nel libro (rimasto chiuso 40anni per il pudore delle figlie). Ora mi leggo anche questo.

    • winckelmann ha detto:

      Esistono versioni della storia leggermente diverse l’una dall’altra. L’ultima che ho letto, proprio oggi, è che le figlie per decenni non se la sarebbero sentita di aprire quel taccuino perchè lo ritenevano un diario scritto dalla madre negli ultimi mesi prima della deportazione. Era invece al romanzo che la Némirovsky lavorava, nonostante da tempo le fosse ormai preclusa anche in Francia ogni possibilità di pubblicare. Quando, in anni relativamente recenti, una delle due sorelle morì, l’altra trovò il coraggio di affrontare questo fantasma, e “Suite francese” finalmente venne alla luce.

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