Il brivido dell’alta velocità

A Verona per un convegno che si protrae molto oltre il previsto, alle otto di sera devo scappare verso la stazione per prendere la Freccia Bianca che ho prenotato per il ritorno. Perchè se la manco il mio biglietto (18 euri e spiccioli per un viaggio da un’ora) è carta straccia. Uscendo, intravvedo fra le lacrime che mi rigano il volto il sontuoso buffet che nel giardino attende i congressisti alla fine dei lavori. Corro in stazione e naturalmente il treno ha 40 minuti di ritardo. All’andata, un treno analogo (altri 18 euro e spiccioli) era partito da Venezia con cinque minuti di ritardo e arrivato a Verona con dieci. Mentre mangio uno squallido toast nello squallido bar della stazione penso a quel tavolo imbandito con ogni ben di dio e alla totale inutilità della mia rinuncia. All’altoparlante una signorina proclama per l’ennesima volta che “Trenitalia si scusa per il disagio”. Mavaffanculo, và.

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Una risposta a Il brivido dell’alta velocità

  1. marcoboh ha detto:

    ma dài, ti fa fare pure la dieta e ti lamenti! 😀

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