La casta Susanna

Parlerò più diffusamente del motivo che mi ha portato oggi a Rovigo, che è poi la mostra su Mattia Bortoloni che sta a Palazzo Roverella. Per ora, quasi per continuare a godere dell’estasi nella quale ho trascorso buona parte delle quasi tre ore che ho passato all’interno della mostra, e per fare mio in qualche modo il quadro che me l’ha regalata, inserisco fra queste pagine questa stupefacente Susanna e i vecchioni di Louis Dorigny, esposta in una delle prime sale. Ci si potrebbero fare ore di blablabla davanti, ma è talmente bello, talmente perfetto, talmente in equilibro fra l’opulenza cromatica delle stoffe e la tragedia del grido di Susanna insidiata dai due laidi figuri, che ce le risparmiamo e stiamo qui a guardare, come ho fatto io oggi davanti all’originale per un tempo tanto lungo che il simpatico guardasala immagino si sia detto: se vede tutta la mostra a questo ritmo questo sta qua una settimana.

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5 risposte a La casta Susanna

  1. Gan ha detto:

    Ossignur, non conoscevo una rappresentazione della casta Susanna così esplicita e concitata! ( Marco direbbe: “dalla culla alla bara, sempre s’impara”) Per la sua forza evocativa meriterebbe di stare nella sala stampa di palazzo Chigi al posto della “Verità svelata dal Tempo” del Tiepolo! 😉

  2. marcoboh ha detto:

    in effetti, quello spiralarsi della figura è cosa mai vista. e chissà i colori, nella realtà del dipinto.
    voto anch’io per palazzo chigi: la sede naturale.
    (il detto era: fino alla bara, tutto s’impara 🙂 )

  3. winckelmann ha detto:

    Io voterei per una sede ancor più naturale: il mio salotto, sopra il divano. Che è rivestito di un verde che col verde del vecion in secondo piano fa un pendant che è la morte sua.

  4. marcoboh ha detto:

    vuoi trasferire da te la presidenza del consiglio dei ministri?
    voto anche per questo, purché con te come presidente 😉

    • winckelmann ha detto:

      Beh, perchè no. Non che abbia grande stima di me stesso, ma di sicuro peggio di quello là sarebbe difficile fare. Ma no, valà, dopo lo spritz mi toccherebbe farmelo con le guardie del corpo. Dupalle.

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