Altri tempi

Ho fatto la maturità nel ’78, quindi gli anni dell’università sono stati quelli a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Abitavamo in cinque in un appartamento che dava su campo delle Beccherie, proprio di faccia al mercato del pesce di Rialto. Sotto casa c’era un’osteria dove compravamo il vino sfuso, la sera si cucinava tutti insieme (sempre inesorabilmente le stesse cose) e poi si passavano le ore seduti attorno al tavolo di cucina, presi in interminabili discussioni architettonico-politico-filosofiche, sotto la cappa del fumo delle sigarette. Roba da anni Settanta, insomma.
Ieri sera, tornando a casa, sono passato davanti alle finestre aperte di un appartamento di studenti. Anche loro erano attorno al tavolo della cucina e anche loro parlavano. Solo che tutti avevano le cuffie e un portatile aperto davanti al naso, e parlavano tutti assieme ciascuno fissando il proprio schermo.
Mi ha fatto un po’ impressione.

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Una risposta a Altri tempi

  1. marcoboh ha detto:

    lo stesso succede per strada, gruppi di persone che camminano insieme (magari vanno al ristorante o simili) e ognuno parla nel proprio telefono.
    voglia di comunicare o voglia di essere altrove (e con altre persone)?

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