Maratona d’estate

Ve la ricordate? A ora di pranzo, sul primo non ancor minzolinato, l’inossidabile Vittoria Ottolenghi introduceva perle di balletto e di danza, senza preoccuparsi di mascherare i moti di voluttà che le provocava il solo pronunciare i nomi mitici di Nurèyev o del suo preferito in assoluto (per la tecnica perfetta, diceva, e perchè era così maschio), Vladimir Vassiliev. Io per il balletto, proprio quello coi tutù e le scarpette con la punta di gesso, ho una passione. Del tutto appoggiata sul nulla, visto che non ne so niente, non distinguo una posizione dall’altra, conosco pochissimi nomi e mi capita di vederne in teatro mediamente uno ogni cinque anni. Però ricordo la Giselle del Royal Ballet che vidi al Covent Garden nel gennaio del 2005 come una delle più sublimi esperienze della mia vita, la dimostrazione inoppugnabile di come l’arte, quella vera, non possa mai essere disgiunta dalla disciplina, dalla perfezione tecnica, dal controllo totale di ogni dettaglio dell’esecuzione.
Fine della premessa. Uno dei luoghi del balletto che per i motivi di cui sopra mi manda direttamente in paradiso è il pas de quatre del Lago dei cigni. Questo:

Incredibile, vero? Ma guardate anche questo. L’assoluta perfezione tecnica si prende in giro con tecnica altrettanto salda:

Fingere di esser schiappe può essere più difficile del dimostrare di essere bravi.

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7 risposte a Maratona d’estate

  1. Principe Kamar ha detto:

    Adoravo Maratona d’estate, peccato che non la trasmettano più da un bel po’ e non esista un cofanetto con le puntate in dvd, non si trovano neanche col file sharing. =(

    Se posso ti consiglio la versione di Matthew Bourne di Swan Lake, molto differente dalle versioni tradizionali e di grande impatto emotivo che rilegge il cigno non più come un essere femminile, docile, etereo, ma maschile, passionale, aggressivo quasi violento (questo è il pas de quatre dei cignetti che adori http://www.youtube.com/watch?v=l8BqSKj1BTM invece questo è il finale http://www.youtube.com/watch?v=prms4ZqA_N4&NR=1).
    Invece sconsiglio quell’orrore della versione Bourmeister in repertorio alla Scala.

    Per Giselle c’è l’imbarazzo della scelta ma la mia preferita è quella con la coppia Fracci ed Erik Bruhn con l’American Ballet Theater, ma adoro anche la versione di Mats Ek che si discosta da quella tradizionale in parte per la trama, rendendo questa storia sempre attuale, memorabile la scena in cui Hilarion copre con un mantello e perdona l’umana nudità di Albrecht pentito per aver ingannato e portato alla pazzia Giselle è impossibile non avere i brividi lungo la schiena (purtroppo su youtube non c’è la scena finale che dico io, sarà forse colpa del nudo integrale maschile, boh! Ma in mancanza di altro c’è questo: http://www.youtube.com/watch?v=b4YyI6_-fLU).

    Buona domenica! =)

    • winckelmann ha detto:

      Grazie per i link. Il Lago di Bourne lo conosco grazie a un amico che qualche anno fa mi ha passato il dvd. Se al posto del laser ancora si usasse la puntina a quest’ora l’avrei di sicuro consumato, è bellissimo.

  2. marcoboh ha detto:

    è un po’ come fingere di stonare: devi avere un’intonazione perfetta.
    da ragazzi si andava in chiesa (anticlericali della prima ora) apposta per stonare: ma alla fine, anche se ci si divertiva un mondo, era così faticoso che la smettemmo prima che ci sgamassero.

    • winckelmann ha detto:

      C’è una registrazione famosa di Cathy Berberian nella quale lei fa una di quelle tremende canzoni da salotto fin de siécle, fingendo di essere una signorina di buona famiglia che intrattiene gli ospiti nel salotto di casa. E canta tutto il pezzo con vocina garbata, ma tutto inesorabilmente calante rispetto al pianoforte che accompagna. Il risultato è esilarante, ma la difficoltà è tremenda, solo una cantante con un orecchio come il suo, abituato ai microintervalli della musica contemporanea, poteva riuscirci.

    • Isidoro ha detto:

      C’è una registrazione di un concerto in cui la mitica Cathy Berberian canta stonando e perdendosi irrimediabilmente in strani giri armonici con effetto comico iresistibile… mi sembra che il brano sia Nymphs and shepherds di Purcell.

  3. Rosa ha detto:

    Da studentessa vivevo con un’amica fantastica, che mi ha insegnato molte cose anche su me stessa.
    Uno degli insegnamenti di cui le sono più grata è di avermi introdotta all’amore e all’ammirazione per il balletto, dandomi un paio di strumenti di comprensione, di cui ero assolutamente sprovvista. Lei ha danzato e molto anche, e ha anche provato ad insegnarmi qualche passo di base, ma io sono disgraziatamente e involontariamente assai più sgraziata dei divertentissimi cingi del Trocadero.

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