Cantonate

La settimana scorsa spulciavo un catalogo on line di vecchie cartoline, farraginoso e non molto prodigo di descrizioni ma di un venditore che offre grande scelta, prezzi bassi e spedizioni veloci. Passavo con calma tutti i pezzi della sezione “cantanti d’opera”, poco interessanti in quel momento, quando ho visto questa cartolina e quel nome che mi diceva qualcosa. In effetti, su Hedwig Reicher-Kindermann mesi fa avevo letto un libro, non bellissimo per la verità. Soprano, apparteneva alla compagnia di Angelo Neumann, che contribuì a diffondere in Europa la fama dell’Anello del Nibelungo. Raggiunta la celebrità nel nome di Wagner, era morta a Trieste a soli 29 anni, poco dopo aver partecipato alla prima rappresentazione assoluta della Tetralogia a Venezia, dove lo stesso Wagner era morto da appena due mesi.
Bene, contentissimo di aver trovato una fotografia della cara Hedwig, c’era comunque qualcosa che non tornava: nella cartolina essa è ritratta infatti come Salome, ma se lei è dipartita da questa terra nel 1883, la Salome di Strauss è stata scritta e rappresentata nel 1905. E io che ne so se fra le opere tedesche di fine Ottocento oggi dimenticate non ce ne fosse un’altra? Oppure se la Herodiade di Massenet (prima rappresentazione, 1881) non abbia avuto una qualche particolare fortuna in terra germanica?
Insomma, costava poco e l’ho comprata. Nella riproduzione sul catalogo, i versi nell’angolo in alto a destra erano illeggibili ma quando la cartolina mi è arrivata la cantonata presa mi è apparsa in tutta la sua evidenza: quello è il libretto dell’opera di Strauss, che è poi una fedele traduzione in tedesco del testo di Wilde. E allora? E allora ho scoperto che oltre a Hedwig Reicher-Kindermann è esistita anche Hedwig Reicher e basta. E così, se da un lato mi consola sapere che la signorina della mia foto non è schiattata nel fiore degli anni dopo essersi immolata nel Crepuscolo degli dei, dall’altro la scoperta che Fraulein Reicher e basta era un’attrice mi ha gettato nello sconforto. Qui la si vede vestita da Columbia a una manifestazione a Washington per il suffragio alle donne. E io che me ne faccio di un’attrice, e suffragetta per giunta, in mezzo ai miei soprani e mezzosoprani? Boh, ci penserò. Per il momento l’ho messa nella scatola con le altre; hanno tutte un’età, magari prima che se ne accorgano e che scoppi lo scandalo fanno in tempo a fare amicizia.

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4 risposte a Cantonate

  1. Isidoro ha detto:

    E ai posteri non pensi? Immagina gli studiosi che apriranno i tuoi scatoloni per catalogarne le meraviglie: che faccia faranno quando si troveranno davanti questa cantonata epocale? Il mio consiglio è: cerca di disfartene con nonchalance alla prima occasione…..

  2. Rosa ha detto:

    Incorniciala, come esemplare di un tipo di donna che non esiste quasi più: quella cazzuta con grazia 😀
    Altrimenti se vuoi mi propongo come acquirente per il pregevole esemplare, chè io di donne ne ho una collezione, appese al muro in tutte le fogge 🙂

  3. Pingback: Amleto da giovane | Il cavaliere della rosa

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