Plich-plach

Ficcando il naso fra i libri di mio padre ho trovato un vecchio volume Zanichelli che contiene i sonetti romagnoli di Lorenzo Stecchetti, alias Olindo Guerrini.
Lui (mio padre) era bravo a leggere il dialetto, io molto meno. Questo, poi, è dialetto ravennate e di fine ottocento, per cui non mi è sempre chiarissimo. Ma il sonetto che trascrivo lo capisco bene, e lo ricordo anche perchè era uno dei preferiti di mio padre, che lo leggeva facendosi sempre grosse risate. Capisco che per i non romagnoli è quasi come fosse scritto in aramaico: provo a darne una traduzione letterale, altri ben più esperti di me in sonettistica potranno casomai cimentarsi con la metrica.
Premessa: il sonetto appartiene a un ciclo intitolato E’ viazz (Il viaggio), in cui si racconta di un lungo viaggio in bicicletta che Guerrini fece veramente per l’italia del Nord nel 1901. Qui, arrivata a Venezia, la comitiva si imbarca per raggiungere via mare Trieste.

Maretta

Fena vers mezanott andessom ben
Cun un mer ch’l’era less come un damasch
D’mod ch’us avdeva andè in patuglia i fiasch
E al donn filé stramezz i milurden.

Ma dop, cun la maretta da garben
A balessom la polca e e’ bergamasch
Che mè a dess: “Pulinera t’ai si casch
E t’finess in t’la panza d’i dulfen”.

Tott i’ oman i fasé la faza zala
Tott al donn al dvinté culor d’la caca
E e’ bastiment us ardusé una stala.

Mè um abrazé una vecia, una vigliaca,
Ch’l’am des: “Pardon!” l’am s’apugié a una spala
E pu: plich-plach, l’am gumité in bisaca.

——————————————————–

Fin verso mezzanotte andammo bene,
Con un mare liscio come damasco
Così che si vedevan girare i fiaschi
E le donne flirtar coi milordini

Ma poi, con la maretta di gherbino
Ballammo la polca e la bergamasca
Che io mi dissi: “Pulinera, ci sei cascato
Finisci nella pancia di un delfino”.

Tutti gli uomini fecero la faccia gialla,
Le donne diventarono di cacca
E il bastimento si ridusse a una stalla.

A me mi abbracciò una vecchia, una vigliacca.
Fece: “Pardon!”, mi s’appoggiò a una spalla
E poi, plic-plac, mi vomitò in tasca.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Boh? e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Plich-plach

  1. marcoboh ha detto:

    ma è bellissimo!
    ma io il guerrini me lo ricordavo come l’autore de “l’arte di utilizzare gli avanzi della mensa”…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...