Chissà se sono il primo che si è accorto che dal sito restylingizzato dell’orario FS è sparito un bottone.
E’ quello che si chiamava Tutte le soluzioni e appariva in calce ai risultati della ricerca. Serviva a chiamare fuori tutte le soluzioni sul tragitto ricercato, ovvero anche quelle che comprendevano l’uso esclusivo di Regionali e Regionali veloci, che non apparivano mai nella prima schermata, fra le soluzioni amorevolmente consigliate da quella manica di ladri delle FS.
Si trattava di un escamotage fondamentalmente disonesto, ma che almeno offriva una possibilità. Adesso invece il bottone non c’è più, per cui chi deve fare un viaggio che comprende più tratte e non vuole farsi spennare sulle Frecce, o sa che deve con santa pazienza fare ricerca su una tratta per volta oppure dell’esistenza dei regionali non ha neppure contezza. Lo dico tanto perché si sappia in giro.
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Trenitalia ha perso un bottone
6 aprile 2012Essere figli di puttana dentro
27 febbraio 2012Trenitalia ha un obiettivo: spostare sull’alta velocità (cosiddetta) la maggior parte di traffico passeggeri e fottersene del resto. Il trasporto locale non è mai stato così abbandonato a se stesso come oggi: treni sporchi, mezzi rotti e rattoppati, latrine (perché di questo si tratta) aperte una si e tre no, impianti di riscaldamento guasti e porte inutilizzabili. Ma perché occuparsene se l’obiettivo è quello di smantellarli?
Sulla linea Venezia-Ancona, ad esempio, quelli che fino a qualche tempo fa si chiamavano interregionali funzionavano egregiamente. Due ore da Venezia a Bologna, mediamente venti minuti per il cambio e poi ancora un interregionale verso Rimini o Ancona. Di più: esisteva anche un fantastico Intercity che da Venezia andava a Pescara due volte al giorno, risparmiandoti la noia del cambio.
Ma siccome dobbiamo prendere le frecce, non solo l’IC è stato eliminato ma sagaci “aggiustamenti” dell’orario sono stati operati per togliere ai viaggiatori ogni voglia o possibilità di viaggiare senza pagare biglietti da compagnia aerea. E’ bastato, ad esempio, anticipare di dieci minuti il passaggio degli attuali Regionali sulla Rimini-Bologna e ritardare di altri dieci la partenza degli altri sulla Bologna-Venezia per far sì che un tentativo di viaggio su quella linea ti imponga cinquanta minuti di attesa a Bologna, perché il Regionale adesso arriva da Rimini esattamente cinque minuti dopo che l’altro treno è partito. Così un viaggio da Cesena a Venezia dura adesso tre ore e cinquanta minuti, venti minuti in più di quanto durava negli anni Settanta del Novecento.
Di più: sei a Bologna e vuoi andare a Milano senza Freccia? Devi cambiare perché adesso i Regionali arrivano solo fino a Piacenza e lo stesso se vuoi andare a Firenze, perché arrivano a Prato. Non è esser figli di puttana questo?
Per fare il tuo viaggio ancora più comodo!
15 ottobre 2011Io vorrei vedere la faccia ed entrare nella testa del soggetto che ha inventato i nuovi annunci sparati dagli altoparlanti sulle Frecce di Trenitalia. Li ho sentiti ieri e hanno basito me e la maggior parte degli altri viaggiatori stipati negli scomodissimi sedili di questi treni cari come astronavi. DLIN DLON! una che sembra una macchietta di Anna Marchesini ci augura BUON VIAGGIO!!! e ci snocciola i panini gustosi, i dolcetti sfiziosi, i salatini salatosi e le bibite bibitose che la carrozza bar ha in serbo per noi, per fare il nostro viaggio sempre più comodo!!! Due secondi di pausa e DLIN DLON! con uguale entusiasmo il fratello della cretina ripete la pappardella in inglese. Crediamo sia finita? nooo, DLIN DLON! il cugino dei cretini sta per avere un orgasmo al pensiero delle favolose, imperdibili, strepitosamente convenienti offerte speciali di Trenitalia e poi DLIN DLON! tutto daccapo in inglese. E ad ogni nuova partenza, DLIN DLON! tutto daccapo!
Immobilizzato fra sedile e tavolino, con la borsa sulle ginocchia e le gambe incastrate nei pertugi lasciati liberi dal mio dirimpettaio (2+2 ore di viaggio, ottantatré euro) non potevo neanche sobbalzare ad ogni DLIN DLON. E’ proprio vero, Trenitalia fa di tutto per rendere il mio viaggio sempre più comodo!
Il brivido dell’alta velocità
25 maggio 2010A Verona per un convegno che si protrae molto oltre il previsto, alle otto di sera devo scappare verso la stazione per prendere la Freccia Bianca che ho prenotato per il ritorno. Perchè se la manco il mio biglietto (18 euri e spiccioli per un viaggio da un’ora) è carta straccia. Uscendo, intravvedo fra le lacrime che mi rigano il volto il sontuoso buffet che nel giardino attende i congressisti alla fine dei lavori. Corro in stazione e naturalmente il treno ha 40 minuti di ritardo. All’andata, un treno analogo (altri 18 euro e spiccioli) era partito da Venezia con cinque minuti di ritardo e arrivato a Verona con dieci. Mentre mangio uno squallido toast nello squallido bar della stazione penso a quel tavolo imbandito con ogni ben di dio e alla totale inutilità della mia rinuncia. All’altoparlante una signorina proclama per l’ennesima volta che “Trenitalia si scusa per il disagio”. Mavaffanculo, và.
Consuetudine europea?
8 gennaio 2010Cito da questo articolo su Repubblica:
“Solo il 25 per cento dei treni fast in corsa dal 13 dicembre al 5 gennaio – dati resi noti ieri dall’azienda – è arrivato al capolinea con più di 15 minuti di ritardo. Altre centinaia di Frecciarossa non hanno centrato l’obiettivo puntualità per meno di un quarto d’ora, anche su tratte relativamente brevi. Ma secondo Trenitalia i ritardi dei treni sotto 15 minuti non sono considerati tali, “per consuetudine europea”.
La foto sopra è stata scattata il 30 dicembre alla stazione di Bologna. Devo aggiungere altro?
“Trenitalia si scusa per il disagio”
23 dicembre 2009Piccola storia in due tempi.
Primo tempo: ieri, in Germania. E’ il giorno del mio rientro: da Mannheim devo prendere un treno per Colonia alle 12.35 e da lì il volo per Venezia delle 17.00. Mi sveglio abbastanza presto e (la carne è debole) visto che ce l’ho davanti accendo la tv. Le immagini sono apocalittiche: autostrade sommerse dalla neve, aeroporti bloccati, Francoforte paralizzato con migliaia di passeggeri accampati a passare la notte. Già mentre il telegiornale è ancora in corso passa la notizia che l’aeroporto di Francoforte sta per essere riaperto al traffico. Comunque, sono le nove, faccio un salto in stazione, lì vicino, a vedere la situazione dei treni. Non è rosea, ci sono parecchi ritardi e alcuni treni soppressi. Vado a un banco di informazioni e chiedo notizie del mio ICE: un gentile impiegato controlla sul computer e mi dice che il treno è già in viaggio, che è in orario e che visto che la situazione si sta stabilizzando per le 12.30 sarà sicuramente a Mannheim senza problemi. E così è, alle 12.35 il treno lascia Mannheim, alle 14.05 spacca il secondo a Colonia. Certo, si viaggia in piedi perchè la situazione è quella che è, ma l’importante è che alle 15 sono in aeroporto e alle 17 il mio volo parte senza problemi.
Secondo tempo: oggi, in Italia. Guastata la valigia e rifatta, riparto in treno verso Cesena, nella Romagna solatìa dolce paese ove regnaron Guidi e Malatesta, cui tenne testa il Passator cortese, re della strada, re della foresta. Prendo l’IC Venezia-Pescara delle 15.32, che arriva a Cesena alle 18.15. Alle 15.45 il treno è ancora fermo in stazione a Venezia, e mentre un ragazzo si chiede perplesso che deve fare visto che ha una prenotazione per il posto 112 mentre la carrozza ne conta solo 108, una voce all’altoparlante annuncia che “per problemi tecnici al locomotore” il treno partirà con circa 25′ di ritardo. Verso le 16 finalmente si parte, il ragazzo si è seduto in un posto qualunque seguendo il consiglio dell’unico FS-boy apparso finora, un addetto alle pulizie che sta svuotando i cestini lasciando il resto della carrozza nello stato immondo in cui si trova. “Si metta dove vuole”, gli ha detto, “poi chieda al capotreno”. E chi lo vede, il capotreno? Arriviamo a Bologna con i medesimi 30′ di ritardo, il treno in parte si svuota per poi riempirsi molto più di prima… e non parte più. Mentre il ritardo aumenta a 45′, poi a 60′ e nulla accade, in fondo alla carrozza scoppia una sommossa: ricordate il ragazzo del 112? bene, ci sono anche i signori del 109, del 110, del 111 e così via, fino credo al 120 o giù di lì. Tutti con la prenotazione, tutti con bagagli, tutti incazzati neri nello scoprire che i posti arrivano a 108 e basta. Nel frattempo la mia vicina, che è uscita a fumare una sigaretta, ritorna dicendo che ha bloccato un ferroviere sul marciapiede e che alla sua richiesta di spiegazioni questi avrebbe risposto che “sono finite le pastiglie” (dei freni? per il mal di testa? le Fave di Fuca?) ma che dovremmo ripartire abbastanza in fretta. Alla fine, sono ormai le 18.45, il treno riparte. Viaggia non a passo d’uomo ma quasi, ferma a Imola e Faenza anche se non dovrebbe e finalmente arriva a Cesena alle 19.55. Un’ora e quaranta minuti di ritardo su un viaggio di due ore e tre quarti, senza uno straccio di avviso. E, naturalmente, senza che nessun capotreno o controllore si sia rivelato in qualche modo per spiegarci cosa stava succedendo. La parola d’ordine, si sa, è “Trenitalia si scusa per il disagio”. Io ai signori di Trenitalia (non parlo dei poveri cristi a contatto col pubblico, che cercano soltanto di arrabattarsi in situazioni di delirio, ma dei vertici della piramide, da cui a cascata discende la melma a cui le FS sono state ridotte) ai signori di Trenitalia gli farei quello che il mio povero babbo predicava negli anni Settanta per certi cantanti rock: li manderei a zappare delle vigne. Forse l’esercizio fisico non li porterà a quell’autocritica cui sono totalmente estranei; di sicuro, però, si toglierebbero dalle palle e finirebbero di far danni e di rubare mensilmente sontuosi stipendi.
Il paese dei polli
21 novembre 2009
Oggi ho fatto Venezia-Bologna andata e ritorno sui fantastici mezzi di Trenitalia. Premessa: il viaggio Venezia-Bologna su un treno regionale dura 2h 07′ e costa 8,90 euro. Ho fatto l’andata con un IC, che ci ha messo 1h 57′ ed è costato 14,50 euro. Un guadagno di dieci minuti, quindi, è costato un aumento del 63%. Sono tornato, invece, con un Eurostar che, arrivando con 13′ di ritardo (di cui nessuno si è scusato), ha impiegato 1h 52′ ed è costato 26 euro. Rispetto al regionale di cui sopra, quindi, ho fruito di un guadagno di 15′ a fronte di un aumento del 192% del biglietto. Devo aggiungere altro?
Si, aggiungo. L’estate scorsa ho preso un treno da Innsbruck a Monaco di Baviera, un locale sulla linea secondaria che passa per Seefeld e Garmisch-Partenkirchen. Il treno ha viaggiato con 5′ di ritardo perchè a Seefeld ha dovuto aspettare l’ambulanza che doveva raccogliere una ragazza che si era sentita male. Bene, ad ogni stazione il capotreno prendeva il microfono, chiedeva scusa e spiegava il motivo del ritardo. Alla fine mi sono sentito il discorsetto una dozzina di volte, è vero, però non mi è pesato perchè – come dire – avevo l’impressione di essere un po’ più cliente e un po’ meno pollo. Spennato e anche un po’ preso per il culo.






