Sestiere Castello, via Garibaldi. Ufficialmente una delle zone “popolari” di Venezia, pochi turisti e molti residenti.
Ieri dal verduraio sotto casa un chilo di banane costava tre euro. Oggi al mercato di Mestre un chilo di banane costava un euro.
Noi la grazia di abitare qui la paghiamo. Cara.
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E cara la mia banana!
9 aprile 2010Marchette
7 aprile 2010Negli anni Cinquanta in consiglio comunale a Venezia si discusse se lasciare o togliere uno striscione che in piazza San Marco pubblicizzava il Festival del Cinema. Si decise di toglierlo, perché non confacente al decoro del luogo.
Dall’agosto del 2008, l’angolo di Palazzo Ducale verso il rio delle Prigioni, il corrispondente fianco delle Prigioni stesse e il Ponte dei Sospiri sono scempiati da questa oscenità, che rende sicuramente parecchio alle casse comunali ma deturpa uno dei luoghi più celebri e visitati del mondo. Periodicamente si cambiano i cartelloni pubblicitari ma la struttura è sempre la stessa. Così, da quasi due anni, appare ai visitatori il Ponte dei Sospiri:
La piaga dei cartelloni pubblicitari ha invaso Venezia. Nella maggior parte dei casi, se proprio vogliamo trovare delle attenuanti, si approfitta delle impalcature di lavori di restauro. Sono orrendi ma una volta finiti i lavori se ne vanno. Anche in questo caso si parla di restauri, però io vorrei sapere:
- tutte le facciate di Palazzo Ducale sono state restaurate meno di dieci anni fa, con un lavoro per parti che è durato anni. Perchè si è reso necessario ritornare su questa?
- la facciata laterale delle Prigioni era stata restaurata un anno prima di essere reimpacchettata, e già allora milioni di foto se ne erano andate per il mondo con il Ponte dei Sospiri e la pubblicità di una marca di jeans a fianco. Perché dopo appena un anno si è dovuti tornare a coprirla?
- perchè dopo due anni nulla si sa dei lavori che ufficialmente sono in corso e delle prospettive di un loro completamento?
Nella seconda foto sono ben visibili i loghi dell’impresa Brandolin Dottor, che detiene il monopolio dei grandi interventi di restauro in città. Guardacaso, la stessa impresa pochi anni fa curò il restauro della Torre dell’Orologio, in Piazza San Marco, le cui impalcature furono rivestite di gigantografie che ritraevano, a turno, la Tour Eiffel, la Torre di Pisa, il Big Ben e che ne so io. Allora si trattò di un’idea cretina partorita da un signore che con le idee cretine ci ha fatto una fortuna: Oliviero Toscani. Questa volta l’idea è stata un po’ più furba e allo stesso tempo mascalzona e si sono inventati questo squallido pubblicitodromo in uno dei luoghi più fotografati del mondo. C’è la crisi, dicono, e i soldi bisogna trovarli in qualche modo. Io sarò un idealista ma penso che, per quanto impellenti possano essere i bisogni, ci sono limiti che non devono essere scavalcati. Dopo tutto, non tutti quelli che hanno qualche difficoltà ad arrivare a fine mese con lo stipendio vanno a battere.
Ma mi faccia il piacere!
18 ottobre 2009
Ci mancava solo questa: Venezia candidata a ospitare le olimpiadi. Dopo averla svenduta in tutte le maniere, dopo averla intasata di turisti-polli da spennare, ripulire, trattar peggio possibile e rimandare a casa in fretta, dopo aver affittato le facciate di chiese e palazzi per coprirle di squallidi cartelloni pubblicitari, dopo aver lasciato morire il mercato di Rialto permettendo la sua sostituzione con un deprimente bazar di carabattole per gonzi, dopo aver lasciato che negozi, librerie, farmacie chiudessero per essere rimpiazzati da pizzerie al taglio e gelaterie, dopo aver permesso a chiunque – basta che paghino – di intasare di tavolini ogni metro quadrato di campo, calle o fondamenta, dopo aver permesso di trasformare in albergo decine di edifici storici, adesso Venezia si candida a ospitare le olimpiadi. E dove? strutture olimpiche con vista sul bacino di San Marco o in campagna, fra i capannoni industriali di Marghera e i centri commerciali di Zelarino? Gare di nuoto nei bacini dell’Arsenale? a parte questo, davvero c’è qualcuno che crede che questa città sia in grado di sostenere un’olimpiade? e davvero pensano, loro, di essere in grado di gestirla e organizzarla, un’olimpiade? quanti anni ci hanno messo per tirare su il ponte di Calatrava? otto? dieci? e ancora è là con le impalcature, a più di un anno dall’apertura, per metterci l’uovo che dovrebbe portare di qua e di là i portatori di handicap. Questa è la città con la peggiore azienda di trasporti urbani dell’emisfero boreale: disorganizzata, insufficiente, pessima sotto tutti i punti di vista. E’ una città già in stato precomatoso con i normali flussi turistici, e in coma profondo in occasioni come il carnevale o la notte del Redentore: figuriamoci cosa diventerebbe essendo la sede delle olimpiadi. Ma, come sempre, il miraggio dei sghei fa perdere il senso delle cose. Da mercanti a bottegai: anche questo è un segno palese della fine di una civiltà.







