Posts contrassegnato dai tag ‘Sandro Bondi’

On the right side

1 marzo 2011

Non è vero che questo governo è nemico della cultura. Basta essere dalla parte giusta.
La berlusconiana di ferro Franchina Zeffirelli crea una propria fondazione mettendo a disposizione i materiali del proprio archivio e i soldi arrivano a palate. Cinque milioni e mezzo di euro, CINQUE MILIONI E MEZZO: tre e mezzo targati Polverini e due di provenienza ministeriale. A questi vanno aggiunti i tre milioni che lo stato ha già speso per il restauro dell’ex arsenale pontificio, che sarà la sede della nuova fondazione.
Noto per inciso che alla cerimonia di presentazione dell’iniziativa, nella quale Polverini e Letta hanno fatto da imbarazzate damigelle a uno squallido show di Chiappa Flaccida, brillava l’assenza di Sandro Bondi, che a quanto ne so continua a intascarsi mensilmente lo stipendio di Ministro dei Beni Culturali.
Contestualmente il milleproroghe va giù pesante coi finanziamenti alla cultura e riduce i teatri definitivamente sul lastrico. Tutti tranne due: Scala e Arena di Verona. Toh che coincidenza: a Milano c’è la Moratti, a Verona la Lega.

Una piccola, insignificante obiezione di coscienza

6 febbraio 2011

Vittorio Sgarbi sovrintendente è la perfetta e unica possibile emanazione del ministro fantoccio Sandro Bondi. Al di là delle vicende della sua nomina, non vale neanche la pena di sprecar tempo a cercare di capire se è un bravo storico dell’arte o se può essere un buon funzionario. Non è questo il problema.
Arrivato in laguna, Vittorio Sgarbi pontifica e strilla, trancia giudizi e spara bordate. Si sa bene che per lui l’umanità è divisa in due: da una parte lui, dall’altra i coglioni. E’ un sovrintendente-star: i manifesti delle mostre annunciano “Vittorio Sgarbi presenta”; nelle mostre non manca mai il pannello-sbrodolata “io di qua, io di là, io ho voluto questo, io ho voluto quello”; nel sito della Sovrintendenza fioccano le gallerie di immagini col grande funzionario ritratto mille volte nell’atteggiamento per lui più caratteristico: a bocca aperta.
Bene, io a quelle mostre non ci vado. Sono solo uno dei tre o quattro miliardi di imbecilli che popolano questa terra e non ho neanche una gnocca da dargli, onde per cui credo bene che di questa mia decisione non potrà fregargliene di meno. Ma io alle sue mostre non ci vado, così come spengo la radio ogni volta che sento la sua insopportabile voce sparare sentenze con l’eleganza di un plantigrado cui abbiano messo un peperoncino in culo. Vittorio Sgarbi per me non esiste; urli pure tutta la sua sbracata cafonaggine: a me basta un clic sul telecomando e lui può continuare a massacrarsi le tonsille come vuole. Verrà il giorno che resterà afono, vivaddio.

Sempre più in briciole

2 febbraio 2011

Avvinghiato alla poltrona come un anemone alla cozza, il lombrico messo a capo dei Beni Culturali sa solo negare qualunque sua responsabilità. Intanto, dopo Pompei tocca a San Francesco a Ripa. E mentre zoccole e papponi si ingozzano, lo sfacelo fuori dalla reggia continua.

L’avvocatessa delle cause perse

10 novembre 2010

Mary Star è andata nel ripostiglio delle scope (ne ha parecchie) e ha rispolverato l’antica vocazione per l’avvocatura. Decisa a percorrere le orme di Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili, ha preso le difese del ministro Bondi dopo che i crolli di Pompei hanno messo sotto gli occhi di tutti la sua disastrosa conduzione della tutela dei Beni Culturali.
Elaborando una sorprendente ed originale argomentazione, ha asserito che le critiche a Bondi sono una strumentalizzazione della sinistra. Ci si interroghi piuttosto, ha detto, sull’efficienza delle Soprintendenze e dei Soprintendenti nel gestire la manutenzione del patrimonio culturale.
Propongo a Mary Star da Cascia la seguente soluzione: ella offra alla causa la sua collezione di scope, anche quelle da sera; i Soprintendenti fannulloni siano mandati in fila per due a spazzare le macerie di Pompei e siano condannati al pagamento delle petunie da piantare nell’aiuola che prenderà il posto della casa gladiatoria; con un decreto che se ne fotte delle procedure di legge, Bondi nomini Vittorio Sgarbi reggente plenipotenziario di tutte le aree archeologiche d’Italia, nelle quali potranno essere organizzati happenings softcore della di lui morosa nelle vesti, volta per volta, di Poppea, Messalina, Cleopatra, Elena di Troia o altri celebri puttanoni dell’antichità.


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