Nella mia terra natìa, avere la faccia come il culo significa non conoscere vergogna, far qualunque cosa senza scrupoli e senza pudore. Il titolo di questo post, quindi, non è un apprezzamento estetico nei confronti della madama qui sopra ritratta (seppure), ma un giudizio etico.
Non paga di non conoscere vergogna per quel che ha fatto col mandato che le è stato affidato, ha chiuso il suo regno da barzelletta con un colpo di mano che a lei sembra probabilmente un capolavoro di sagacia. Poveraccia, adesso che è rimasta col culo – pardon, con la faccia – per terra, si sarà voluta garantire una cattedra adeguata alle sue capacità professionali. Scommettiamo che la troveremo presto a predicar di merito alla Parthenope?
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La faccia come il culo
16 novembre 2011Vox populi
14 marzo 2011L’avvocatessa delle cause perse
10 novembre 2010Mary Star è andata nel ripostiglio delle scope (ne ha parecchie) e ha rispolverato l’antica vocazione per l’avvocatura. Decisa a percorrere le orme di Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili, ha preso le difese del ministro Bondi dopo che i crolli di Pompei hanno messo sotto gli occhi di tutti la sua disastrosa conduzione della tutela dei Beni Culturali.
Elaborando una sorprendente ed originale argomentazione, ha asserito che le critiche a Bondi sono una strumentalizzazione della sinistra. Ci si interroghi piuttosto, ha detto, sull’efficienza delle Soprintendenze e dei Soprintendenti nel gestire la manutenzione del patrimonio culturale.
Propongo a Mary Star da Cascia la seguente soluzione: ella offra alla causa la sua collezione di scope, anche quelle da sera; i Soprintendenti fannulloni siano mandati in fila per due a spazzare le macerie di Pompei e siano condannati al pagamento delle petunie da piantare nell’aiuola che prenderà il posto della casa gladiatoria; con un decreto che se ne fotte delle procedure di legge, Bondi nomini Vittorio Sgarbi reggente plenipotenziario di tutte le aree archeologiche d’Italia, nelle quali potranno essere organizzati happenings softcore della di lui morosa nelle vesti, volta per volta, di Poppea, Messalina, Cleopatra, Elena di Troia o altri celebri puttanoni dell’antichità.
Mariastella, tanto intelligente quanto bella
9 febbraio 2010
Ogni tanto continua a capitarmi: inciampo in qualche brandello di Radio24. Mi fa male ma non so che farci, evidentemente le mie pulsioni masochistiche riescono a tratti ad avere il sopravvento.
Non so che trasmissione fosse, nè chi fosse il conduttore. Di sicuro l’ospite, la star, era Mariastella la ministra intelligente e bella, che con aria saputella presentava la cosiddetta riforma della scuola superiore. Epocale, a detta sua. Ettecredo, l’ha spazzata via. Non erano le scemenze della minestra – pardon, ministra, a stupirmi, quanto la faccia di palta del conduttore, che a un certo momento si è inverigolato in un ragionamento di questo tipo: esistono due possibili posizioni davanti alla riforma, entrambe per carità assolutamente legittime. Da una parte ci sono quelli, come noi (diceva lui) che non assumono un atteggiamento preconcetto e cercano di comprendere la logica e i pregi di questa operazione. Dall’altra, ci sono quelli che, politicamente schierati (posizione assolutamente legittima, s’intende) si pongono su un piano di totale rifiuto.
Quindi: se usi la testa plaudi alla riforma, se la critichi sei prevenuto e politicamente schierato. Ovvero comunista. Mangi i bambini, fai piangere la Madonna e tutte quelle cose lì.








