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Nei giorni dell’America’s cup…

12 maggio 2012

I pubblicitari si spremono tutte le meningi, ma tutte, e riescono a dar prova di sagacia davvero inusitata.

Due soldini fan sempre bene

15 dicembre 2011

Dopo il marchettone, col Natale arriva la marchettina. Piccolina, giusto per tirar su i soldini della bolletta. Prima almeno la buona notizia: dopo tre anni e tre mesi di fantomatici lavori di restauro sui quali non siamo stati degnati di alcuna delucidazione, l’osceno castello pubblicitario che per far soldi ha sfigurato uno dei luoghi monumentali più famosi della terra è stato finalmente tolto. Mezzo mondo ha protestato, mille giornali ne hanno parlato ma questa schifezza ci siamo tenuti fino a che le madame dorè che ci amministrano hanno voluto. Vedremo adesso quale altro sistema troveranno per dragar moneta. Nel frattempo, godiamoci finalmente il povero Ponte dei sospiri nudo e crudo, come per secoli generazioni più fortunate della nostra l’hanno visto.

E adesso la marchettina, proprio a pochi metri dal luogo della triennale marchettona. Nella piazzetta dei Leoni, sul fianco della Basilica di San Marco e proprio davanti al Palazzo Patriarcale, da parecchi anni sotto Natale si allestisce il presepe. Mai stato niente di che, bisogna dirlo, però è anche vero che il luogo, le architetture e per chi ci crede l’importanza religiosa degli edifici che circondano la piazza conferiscono alla sacra tradizione un’aura non indifferente.
Bene, io probabilmente vivo ormai su un altro pianeta e trasecolo per cose che appaiono assolutamente normali, quando non auspicabili e divertenti, al resto dell’umanità. Però passare davanti alla capanna e fare un salto come se avessi visto Montserrat Caballé in bikini è stato ieri tutt’uno. Perché il presepe di quest’anno è codesto:

Non c’entra che io le ceramiche Thun le ho sempre odiate e le trovo orrende. E’ l’idea che conta, il fatto di vendersi perfino il presepe per trasformarlo in occasione pubblicitaria. Più ci penso e più mi fa rabbrividire. Mentre invece mi fa ridere di pena il patetico baracchino addossato al muro in fondo alla piazza, una bottega volante della ditta sponsorizzatrice che spera così di sfruttare l’incontenibile entusiasmo delle sciure di passaggio, travolte da cotanta bellezza e dalla fregola di possedere anch’esse immantinente un analogo presepietto con boccucce a culo di gallina. Più piccolo, sicuramente, ma costoso come bisquit di Capodimonte del 1806.

Tre candeline per la grande marchetta

1 agosto 2011

Inaugurato nell’agosto 2008, compie tre anni il mega allestimento pubblicitario che in un colpo solo sfregia Palazzo Ducale, Ponte dei sospiri e Palazzo delle prigioni, la supermarchettona fatta per raccattar soldi fingendo di approfittare di lavori di restauro che, ci metto quello che volete, non sono nemmeno mai iniziati. Ci dicessero almeno – sarebbe una magra consolazione ma anche un segno di correttezza – quanti soldi sono venuti alla città e dove e come sono stati spesi. E ci dicessero magari anche quanti soldi sono andati nelle tasche di chi ha ideato questo osceno monumento alla decadenza morale e culturale dei nostri tristi anni. Invece niente, lo sgorbio sta lì raccogliendo i quotidiani commenti sbalorditi di migliaia di persone che, però, fotografano e portano in giro per il mondo tonnellate di pubblicità. E alla fine questo conta, chi se ne fotte dei bei discorsi.

The day after

11 marzo 2011

Smontato il palco del Carnevale, l’architettura di Piazza San Marco torna a splendere in tutta la sua magnificenza.

Carnevale a pagamento

6 marzo 2011

In attesa della messa a punto di appositi contatori per la misurazione dell’aria respirata e della conseguente tariffazione di questo consumo, anche quest’anno il carnevale di Venezia sta segnando un bel record nella vampirizzazione del turista. Il mio personale osservatorio segnala che oggi in un bar in zona San Zaccaria – Santa Maria Formosa per un panino con prosciutto cotto e formaggio e una fetta di torta salata sono stati chiesti dieci euro. E chissà cosa è stato succhiato via a sprovveduti americani e giapponesi: si sa che in questa città quella del doppio prezzo è prassi comune, persino dal verduraio.
Intanto non tutti i conti tornano: l’idea di chiudere una parte di piazza San Marco e di consentirvi l’ingresso solo dietro pagamento di un salatissimo biglietto (trenta euro il parterre, cento euro i palchetti finta Fenice) si è rivelata un clamoroso fallimento. Perché la gente normale è assai più intelligente dei coglioni che hanno partorito questa trovata e, semplicemente, ha fatto marameo e ha lasciato la mezza piazza recintata desolatamente vuota. Al punto che giorno dopo giorno il prezzo del biglietto cala, ma la gente continua a fare marameo. Purtroppo l’altra sera quando sono passato di lì non avevo con me la macchina fotografica. Sarebbe stato un bello scatto: un mega cartellone pubblicitario sull’Ala Napoleonica; davanti, il palco del Carnevale e sul palco un mega schermo che mandava cosa? spot a raffica. Pubblicità nella pubblicità; e a guardare, nessuno.
Quest’anno il carnevale si chiuderà con un corteo notturno di barche e gondole in Canal Grande, anche questo a pagamento. Ottanta euro per un posto in gondola da Rialto a San Marco (che è come dire dal Colosseo all’Altare della patria, o dal Duomo di Milano alla Scala: due passi insomma), trecentossesantacinque per una gondola completa. Si accettano contante, carte di credito, Paypal, Postepay, ricariche telefoniche, francobolli, ortaggi e pepite d’oro.

New look

7 gennaio 2011

La marchetta delle marchette, la finta impalcatura dei finti restauri al Palazzo Ducale, si è rifatta il look. Stormi di maschere strombazzanti saltellano sui ponti di Venezia: non si capisce se è una pubblicità della banca di cui si vede il nome, della pro loco oppure di una canzone di Toto Cotugno. E via, carnevale si avvicina e ci hanno preparato una scenografia adeguata. La grande marchetta continua, qualcuno offre di più?

Venezia, la luna e tu

14 ottobre 2010


Basta che paghino?

9 ottobre 2010

Oddio che è? all’improvviso tutti si svegliano. Comincia l’Art Newspaper col pubblicare una lettera aperta di Norman Foster e dei direttori dei musei di mezzo mondo, gli fa eco il Guardian e finalmente anche i nostri giornali si accorgono dello scempio. E adesso, dopo due anni e mezzo che qua si fanno le peggio marchette, tutti ad agitarsi e a dire che i cartelloni sono fuori legge, che così non si fa e che bisogna trovare un’altra soluzione. Bene alzati, dormito bene?
Che poi, nemmeno tanto remunerative come marchette: se è vero che una sberla di cartellone come quelli, piazzato sul Canal Grande costa 40.000 euro al mese, credo sia ben più economico di una pagina del Corriere della Sera comprata per 30 giorni consecutivi. Un assaggino di cosa vedono dal 2008 la signora di Tucson e il signore di Shangai che attraversano mezzo mondo per venire finalmente nella mitica Venezia? voilà, solo per i vostri occhi:





Figo, eh? Prego notare, nell’ultima foto, il Ponte dei Sospiri incastrato fra le pubblicità della macchina da soldi inventata, dicono, da Oliviero Toscani.
Per la cronaca, il ministro Bondi – destinatario della lettera aperta – ha esordito dicendo che precedenti impegni gli impedivano di rispondere. Poi ci ha ripensato e ha detto che così non va bene e che bisogna trovare una diversa soluzione. Il sindaco Orsoni l’ha scimmiottato in piccolo, asserendo prima che o così o pomì perchè bambole non c’è una lira, poi proclamando la redazione di un nuovo regolamento che deve essere approntato di qui a un anno. Staremo a vedere: la mia impressione è che l’unica cosa che cambierà non saranno i cartelloni ma le tariffe. Anche Venezia sarà così promossa: da baldracca dilettante a baldracca professionista.
Postilla: l’impalcatura sulla facciata di Palazzo Ducale che si vede sempre nell’ultima foto, quella verso il centro senza cartelloni, è lì da quando, il 29 settembre 2007 una pietra della cornice del finestrone cadde all’improvviso, rischiando di fare secco un passante. Con tutti i soldi che l’obbrobrio che sta cinque metri più in là ha raccolto (se non sbaglio 40.000 euro per venticinque mesi che la pubblicità sta lì, fa un milione di euro) i lavori per sistemare quella finestra ho paura che non siano mai partiti. Io, almeno, non ci ho mai visto nessuno là in cima. Cosa dobbiamo fare per trovare i soldi anche per questo? Mettiamo uno schermo in San Marco per inframezzare la messa con un po’ di spot?


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