Archivio per la categoria ‘Televisione e radio’

Eccheppalle, mamma Rai!

12 luglio 2011

Da quindici anni, puntuale come la cagarella dopo una scorpacciata di prugne, mi arriva ogni estate una lettera targata Rai, nella quale mi si comunica che poiché non risulta che io abbia stipulato un abbonamento alla televisione, sono tenuto a provvedere, minacciando accertamenti a mio carico effettuati da una certa Amministrazione Finanziaria. E’ chiaro: cogito ergo sum, sum ergo televisionem habeo.
Il problema, ormai ciascuno lo sa, è che io non possiedo una televisione, non vedo nessun tipo di programma televisivo e, anzi, da oltre dieci anni ho piazzato una libreria di cinque metri per tre contro la parete nella quale si trova l’attacco dell’antenna. Purtroppo, pare che comunicare questa cosa alla Rai sia impossibile: nella lettera non vengono forniti né un numero di telefono né un indirizzo email né nulla che possa servire a far sì che il cittadino entri in contatto con l’Ente. Gli allegati sono il bollettino di c/c per effettuare il versamento e una cartolina prestampata atta a comunicare gli estremi del pagamento. Punto e basta.
Anni fa le provai tutte: rispedii le lettere al mittente (allora era la Rai di Torino che inviava, adesso è quella di Venezia), aggiungendo prima comunicazioni civili, poi sarcastiche, poi offensive. Arrivai a implorare che me lo facessero questo cazzo di accertamento, li invitai pure a cena, tutto purché la finissero.
Niente, mai ricevuto un cenno di risposta e ogni anno la lettera tornava.
Poi mi misi a perlustrare il sito della Rai, e clicca di qua clicca di là trovai accuratamente nascosto nelle pieghe più riposte di una pagina secondaria un link per comunicare col servizio abbonamenti. Scrissi il mio solito messaggio, che non avevo televisione, che non ero tenuto al pagamento di alcunché, che ero disponibile a sottopormi a tutti gli accertamenti del caso a patto che la smettessero di scassarmi i cabasisi. Click, invio, ricevetti un nanosecondo dopo una risposta automatica che mi diceva abbiamo ricevuto, verificheremo quanto ci ha comunicato. Fine.
Effettivamente, per qualche anno non vidi più lettere e pensai che lassù qualcuno mi assiste e che forse ce l’avevo fatta. Poi tutto ricominciò, io rinunciai a rispondere e da allora le lettere sono finite nella pattumiera, come ci finirà quella che è arrivata oggi. Quello che vorrei sapere è: ce l’hanno particolarmente con me oppure scassare i cabasisi dei cittadini è il loro mestiere?

Spigolature agostane

9 agosto 2010

Se la tv io l’ho buttata, mia mamma ancora se la tiene stretta. Poichè la carne è debole, quando sono da lei un po’ la guardo, col risultato che sempre più benedico il giorno che presi la grande decisione.
Cesenatico, prima settimana d’agosto. La spiaggia è mezza vuota, le agenzie offrono appartamenti a metà prezzo, gli alberghi hanno l’aspetto un po’ triste che di solito mostrano a maggio o alla fine di settembre. In tivù, l’infiocchettata cretina che conduce il Minzo-tg della sera annuncia sorridente che quest’anno gli italiani al passo coi tempi affrontano l’esperienza nuova ed eccitante di vivere la città in agosto.
La Russia va a fuoco, ma per Minzo-pon pon possiamo stare tranquilli: Berlusconi ha mandato due aerei e ha già avvisato Frattini di stare in orecchio, che se serve ne abbiamo altri. Le noccioline di Super Pippo le teniamo invece per l’autunno, quando c’è più gente davanti alla tv.
Al tg3 della notte, in nome della par condicio alla Berlinguer tocca adesso chiamarne tre: un pd, un pdl e un finiano. Tutte le volte che l’ho guardato la scena era sempre la stessa: il pd taceva, il finiano e il pdl si sbranavano. Che uno dice: sarà la volta che si fanno fuori a vicenda? Dovesse succedere, qualcuno si ricordi di avvisare il pd.
A proposito: in un rigurgito di superomismo Bersani ha detto che dobbiamo sbarazzarci di Berlusconi. Dopo di ciò, mentre lui andava a farsi una flebo di pappa reale, l’impagabile Alfano evocava “scenari inquietanti”. Tranqui ministro, al massimo si apposta la Bindi con la cerbottana in un corridoio di palazzo Chigi. Bazzecole per uno che si è preso la Madunina sul naso.
Una conquista di questa vacanza televisiva: ho finalmente dato una faccia a Belen Rodriguez. Al quinto giorno sono stato informato che è lei la tizia che ogni dieci minuti (probabilmente ogni due se uno fa zapping sulle sei reti Berlusca/Rai) cammina (ma quanto storta cammina? fatemi parlare col suo ortopedico) sulla spiaggia e ha un orgasmo mentre invia un sms. Mi restano invece ignote le generalità dei due deficienti che con la medesima frequenza fanno a rimpiattino in biblioteca giocando a darsi alitate sul muso. Ho sognato la Gelmini che li mandava a calci in culo a pulire i cessi della scuola. E’ stato un triste risveglio.

E buttatela via!

23 febbraio 2010


E adesso tutti a commentare, a scandalizzarsi, a fischiare, a ululare su Sanremo. Sanremo? Non abbiamo altri problemi qua? E il televoto, e la grande esclusa, e il savoiardo, e Pupo e la sorella di Pupo eccheppalle! Ma smettete di guardarla, buttatela via quella scatola maledetta! Hanno sciacquato il cervello a una nazione intera, chiamatevi fuori, la vita è altrove!

Mariastella, tanto intelligente quanto bella

9 febbraio 2010


Ogni tanto continua a capitarmi: inciampo in qualche brandello di Radio24. Mi fa male ma non so che farci, evidentemente le mie pulsioni masochistiche riescono a tratti ad avere il sopravvento.
Non so che trasmissione fosse, nè chi fosse il conduttore. Di sicuro l’ospite, la star, era Mariastella la ministra intelligente e bella, che con aria saputella presentava la cosiddetta riforma della scuola superiore. Epocale, a detta sua. Ettecredo, l’ha spazzata via. Non erano le scemenze della minestra – pardon, ministra, a stupirmi, quanto la faccia di palta del conduttore, che a un certo momento si è inverigolato in un ragionamento di questo tipo: esistono due possibili posizioni davanti alla riforma, entrambe per carità assolutamente legittime. Da una parte ci sono quelli, come noi (diceva lui) che non assumono un atteggiamento preconcetto e cercano di comprendere la logica e i pregi di questa operazione. Dall’altra, ci sono quelli che, politicamente schierati (posizione assolutamente legittima, s’intende) si pongono su un piano di totale rifiuto.
Quindi: se usi la testa plaudi alla riforma, se la critichi sei prevenuto e politicamente schierato. Ovvero comunista. Mangi i bambini, fai piangere la Madonna e tutte quelle cose lì.

Molto ma molto particolare

16 novembre 2009

01331Se la tivvù bisogna buttarla, la radio è da ascoltare con un orecchio solo. Anzi con mezz’orecchio, perchè a prestare troppa attenzione a quello che vi si dice c’è da farsi cadere le braccia (per non dire d’altro).
Stamattina cucinavo e per essere in tema ascoltavo, su Radio24, “Il gastronauta”, trasmissione condotta da un tutto sommato simpatico Davide Paolini. Il quale, però, ha la pessima abitudine di accompagnare ogni aggettivo che utilizza con il rafforzativo “molto” o, peggio ancora, con la variante che io trovo intollerabile “molto ma molto”. Nulla è giallo, carino, buono o delizioso. Tutto è invece molto giallo, molto carino, molto buono e molto ma molto delizioso. Ma soprattutto, e io qui mi altero, tutto è particolare. Ora, se c’è un termine il cui abuso me le fa girare a mille è proprio particolare. Non credo ci sia bisogno di essere filosofi per intuire che se tutto è particolare nulla più è particolare. Eppure no, possiamo disporre della ricchezza lessicale infinita di una delle lingue più belle dell’universo e non sappiamo andare più in là di particolare.
Tutto questo per dire che, irritato dal gorgogliare ininterrotto dei molto e dei particolare, ho cominciato a prestare troppa attenzione a quello che Paolini e i suoi ospiti dicevano. A un certo punto, incredulo, ho preso carta e penna e ho cominciato ad annotare. Nel giro di pochi minuti sono state pronunciate le seguenti frasi:
- non è sovente da trovare
- è una cosa molto gioiosa di vedere
- questo collo d’oca ripieno è una situazione molto interessante
- un connubio di cotture
A questo punto li ho mandati a quel paese. E il silenzio, quel silenzio, mi ha dato una gioia molto, ma molto particolare.

Desolescion

26 ottobre 2009

01331Sabato sera mi è toccato un pezzo di tivvù; c’era un tizio che distribuiva pacchi. E c’era una cretina in lacrime perchè aveva perso un premio di 800.000 euro e doveva accontentarsi di soli 90.000. Povera crista, che ci fa con 90.000 euro? Mi chiedo cosa avranno pensato quelli che con 1.100 euro al mese devono mandare avanti una famiglia. Mi atterrisce l’idea che molti di loro erano davanti alla tivvù con moglie e figli, a godersi divertiti lo show del sabato sera. Di fianco alla cretina in lacrime, il futuro consorte taceva, gli occhi persi nel vuoto. Spero, spero per lui, che dietro quel velo di cachessia un pensiero cominciasse a prender forma: “sono ancora in tempo per sganciarmi da questa?”. Auguri.

La scatola delle cretinerie

16 ottobre 2009

01331L’ho buttata nell’estate del 2001. Sono tornato dalle ferie esasperato dallo spot che passava ogni momento sul televisore di mia madre: un milione di volte al giorno un tizio mangiava caramelle sul bordo di una vasca e diceva: “delfino goloso!”. Un’intera vacanza all’insegna del delfino goloso – l’orrido aggeggio era naturalmente sempre acceso. Torno a casa e, miracolo, il mio televisore non funziona più. Se ci credessi lo direi un segno del cielo. Ho eliminato la trappola con una soddisfazione che rasentava la libidine. Non ho mai più avuto un televisore da allora e non sono mai stato tanto soddisfatto di una decisione che ho preso; ogni volta che torno da mia madre ne ho ripetute conferme. Non voglio aver niente a che fare con quella miseria culturale, quel becerume, con le cretine che agitano il culo (tanto poi diventano ministre), con i tromboni che si parlano uno sull’altro, coi talk-show, i brunivespa, i grandifratelli, le mariedefilippi, i tiggì di regime. Voglio la rai a due canali, col film il lunedì (sul primo) e il mercoledì (sul secondo), Rischiatutto il giovedì e “la commedia” il venerdì. Chissà che c’era il martedì, non me lo ricordo più.
Credetemi, sembra difficile ma non lo è. Mai avuta nessuna nostalgia, nessun rimpianto. Cioè, insomma, un pochino per “ER” e per “Chi l’ha visto?” si. Erano le mie debolezze, amavo Donatella Raffai che grondava umanità da ogni artiglio. Ma mi sono abituato presto e non ho mai pensato che le mie sere in casa fossero un po’ più vuote perchè non avevo più la scatola delle cretinerie. Anzi, avevo un metro buono di piano d’appoggio in più: ci misi un frullatore-robot che ancora oggi trita le cipolle che è una meraviglia. Anche da questo punto di vista ci ho decisamente guadagnato.


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