Anche Venezia ha avuto, seppur minimi rispetto a quello che è successo altrove, i suoi danni dalle scosse di ieri. Quella delle 9 ha buttato giù dal suo pilastro la statua di destra all’ingresso dei Giardini Papadopoli, proprio dietro a Piazzale Roma. Il rischio non è stato da poco: quei cancelli sono trafficatissimi perché l’ingresso è uno dei passaggi principali per chi arriva dalla terraferma e va verso il centro. Oltretutto proprio sotto al pilastro è addossato un chiosco di souvenir e il venditore staziona sempre proprio nel punto dove la statua è caduta e si è fracassata.
Di sicuro ci saranno stati in città altri danni più o meno gravi a volte e stucchi. Ieri sera a lezione di tedesco guardavo l’affresco sopra alle nostre teste e quella lunga crepa che attraversa tutto il soffitto, sarà la psicosi del terremoto ma io giurerei di non averla mai vista.
E’ stata una strana esperienza: vengo da una zona sismica e alle scosse sono abituato, ma il terremoto così forte come ieri mattina non l’ho mai sentito, nè mi è mai capitato, come ieri, di scappare fuori o di vedere, in giro per la città, danni reali. Non posso nemmeno immaginare cosa abbia provato, e continui a provare, chi lo sta vivendo in maniera molto più diretta di noi qua in laguna.
Etichette: Terremoto

30 maggio 2012 alle 10:50 |
Tra gli altri danni, anche qui a Modena è successa una cosa analoga: con la scossa delle 9 è caduta una grossa palla di pietra decorativa dal cornicione di una chiesa in centro lungo la Via Emilia, ovviamente zona di gran passeggio. A schivato di poco due studentesse, poi è rotolata per un bel pezzo e stava per andare a sfondare la vetrina di una farmacia, ma una vigilessa, con l’aiuto di un passante, l’ha deviata.
30 maggio 2012 alle 17:41 |
“a” schivato?
30 maggio 2012 alle 17:41 |
sicuramente l’americana del post precedente penserà che è proprio strano un terremoto in una città sull’acqua…
31 maggio 2012 alle 08:21 |
Ma sai, siccome galleggia se il mare è in burrasca quello che sta sopra si agita tutto…