Sembrava il topolino che rompe le palle all’elefante la barchetta a motore che sabato pomeriggio tallonava la nave da crociera in uscita nel Bacino di San Marco. Una specie di goletta di Greenpeace della laguna, armata non di cannone ma di megafono per sparare ai crocieristi, ammassati sul ponte superiore a godersi l’indimenticabile spettacolo, bordate di “andatevene!” e di “lasciateci vivere!”.
Nel week end in cui nove navi da crociera erano attese a Venezia, era stata organizzata una manifestazione su barche in Canal Grande ma il prefetto non l’ha autorizzata. I privati cittadini con le loro barchette da due lire disturbano, le navi – che pagano – vanno e vengono tranquillamente per il canale della Giudecca, secondo l’immaginario della nostra sovrintendente a motori spenti e spinte dai rimorchiatori e anche un po’, probabilmente, dallo spirito divino. Sta di fatto che l’ingiunzione prefettizia è stata ignorata e la manifestazione c’è stata lo stesso. Nessun disordine e applausi dalle rive ma i manifestanti sono stati filmati e si promettono denunce.
Venezia è una città morta, terra di conquista per speculatori all’arrembaggio sempre in cerca di nuove e remunerative avventure. Del Fondaco dei Tedeschi non si parla più ma di sicuro la faccenda non è chiusa. Intanto è spuntato l’ormai centenario Pierre Cardin con la bislacca proposta – accolta da parecchi (Luca Zaia in testa) con orgasmatici gridolini di contentezza – di “donare” alla città la realizzazione di un’orrenda torre di vetro, centro direzionale e commerciale alto 244 metri da realizzare da qualche parte nelle aree dismesse di Marghera – il che significa sulla barena, proprio davanti alla laguna. Dono del tutto disinteressato come tutti possono immaginare: 35.000 metri quadri di residenza, 25.000 di alberghi e ristoranti, 115.000 destinati a direzionale e commerciale – il tutto realizzato sì con un investimento colossale ma anche, grazie al travestimento da “regalo”, facilitato in tutti i modi per quanto riguarda permessi, concessioni e procedure amministrative.
Qualche chilometro più in là si pensa all’ampliamento dell’aeroporto e il direttore di SAVE dice pubblicamente senza vergognarsi che se la seconda pista va sopra l’area archeologica di Altino chi se ne frega: si mettano i mosaici in un museo usufruibile dalle migliaia di turisti quotidianamente vomitati dal Marco Polo. Cosa sono quattro sassi davanti ai miraggi di migliaia di posti di lavoro, e centri direzionali e commerciali e metri cubi e cemento. Cosa sono davanti alle valanghe di soldi in gioco, promessi a tutti e, come sempre, incassati da tre o quattro.
Venezia, l’ho detto tante volte, è la gallina dalle uova d’oro; solo che per strapparle la pepita dalla pancia se la sono ammazzata, facendone un informe conglomerato di alberghi e bed&breakfast, di bar e di pessimi ristoranti. Siamo sotto assedio, barricati nel fantasma di quella che fu una delle più belle città del mondo a combattere orde di squali disposti a tutto pur di far soldi. Ma il limite della corda ormai è raggiunto e l’esasperazione di molti sta esplodendo. Quella barchetta-topolino che assaliva il pachiderma era il segno del coraggio che porta i piccoli ad affrontare le imprese più disperate. Davide ammazzò Golia con una fionda, non lo dimentichino questi signori.
Etichette: Degrado urbano, Navi da crociera, Grandi navi, Palais Lumière, Pierre Cardin, Aeroporto Marco Polo, Quarto d'Altino


16 aprile 2012 alle 15:24 |
è che ormai comanda solo il capitale, altro che conquiste dei lavoratori e democrazia.
a roma, città per molti aspetti molto meno fragile, vi stiamo seguendo a ruota. peccato che le grandi navi non possano risalire il tevere, altrimenti farebbero san marco – san pietro e via, senza nemmeno far scendere a terra i turisti se non per comprare qualche chilata di paccottiglia e ingurgitare una matriciana col cappuccino.
18 aprile 2012 alle 10:06 |
Anch’ io amo Venezia.
Pur di vederla tornare ad essere come era solo 60 anni fa, di nuovo abitata da una popolazione vera e protetta dalle orde vandaliche di turisti ,navi da crociera e speculatori,sarei disposta a non metterci mai più piede in vita mia.
18 aprile 2012 alle 13:50 |
Non è il primo post sulle navi da crociera che apprezzo. E non è il primo cui mi attacco sul mio blog per portare avanti lo stesso filone.
Grazie
PaoloVE
19 aprile 2012 alle 21:07 |
Winkel, l’hai letto questo libro qui?
http://tinyurl.com/bmetcr7
Auguri!
19 aprile 2012 alle 22:50 |
Non l’ho letto, ma ho come l’idea che mi farà aumentare la depressione. Lo metto in lista…
4 maggio 2012 alle 16:12 |
So che la fonte è poco attendibile, comunque:
http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1004890/Il-governo-da-l-ok-agli-inchini–avanti-Schettino.html
Una di quelle situazioni in cui è palese che il mal comune non fa un mezzo gaudio…
Ciao
Paolo
4 maggio 2012 alle 21:54 |
Neanche un quarto ne fa. Il mondo distrutto dai bottegai, ormai non ho più speranze.
7 maggio 2012 alle 11:07 |
Sabato mattina i miei giri in bici mi hanno portato a Fusina.
Venezia era praticamente invisibile, coperta quasi per intero dalle navi da crociera (credo di averne contate 6, cui si aggiungeva un traghetto).
Con una simile densità diventa possibile anche un incidente tra navi.
Ciao
Paolo
7 maggio 2012 alle 14:43 |
Ma come, hanno strumentazioni così sofisticate!…
Nei fine settimana la Marittima sembra il parcheggio dell’Auchan nelle ore di punta. Fra l’altro ho notato, proprio in questi ultimi giorni, che un certo numero di navi faceva il suo passaggio in Bacino a ora abbastanza tarda, col buio.
Sarà per farsi notare di meno o per offrire ai crocieristi l’indimenticabile spettacolo di San Marco by night?
3 luglio 2012 alle 13:44 |
Favoloso. “un’orrenda torre di vetro”, un “progetto bislacco”. Come se l’attuale situazione di Marghera fosse quella di laghetti salubri e prati verdi ed il winckelmann un esperto di architettura. Sveglia, amico, scrivere un blog comporta anche qualche collegamento di neuroni… le critiche si fanno dopo aver letto i documenti, non facendo battute che connotano solo scarsa intelligenza.
3 luglio 2012 alle 15:01 |
Deve portare pazienza con me. Sa, di architettura non so nulla e men che meno di documenti.
E non si preoccupi se non capisce questa risposta, chi deve capirla sta già sghignazzando. Alla prossima!
27 luglio 2012 alle 10:16 |
Complimenti per l’arguta battaglia di retroguardia.
Vedo le stesse parole che dopo il 1200, i pescatori della laguna dicevano, vedendo nascere Palazzi e raffinate case lungo le calli ed i canali.
Teniamo pure Marghera nella splendida condizione attuale. Cosa c’è di piu bello??
In ogni caso il mondo progredisce. Le moderne architetture possono anche non piacere, ma è sempre il tempo il sommo giudice. Le grandi città del mondo insegnano, ed in Italia si dorme!
Un saluto
Gildo