Archivio per agosto 2011
Auf wiedersehen
5 agosto 2011Basta che paghino
4 agosto 2011Un amico tedesco in vacanza a Venezia deve andare dall’Arsenale al Lido, pochi minuti di viaggio. Avvicinandosi alla fermata vede un mezzo che arriva, fa una corsa, convalida il biglietto e chiede al marinaio: “va al Lido?”. Il marinaio dice di si, lo fa salire e si parte. Uno, due e tre, il marinaio arriva e gli fa: “Sono sette euro”.
Sorpresa: il mezzo su cui l’ignaro turista è salito non è un normale vaporetto ma un lancione di Alilaguna, azienda privata che per conto di ACTV gestisce i collegamenti con l’aeroporto. Il simpatico delinquente ha pensato di non sottrarsi alla tradizione veneziana dello spennamento del turista e invece di avvisarlo che il vaporetto è un altro l’ha fatto salire e poi ha preteso il pagamento di un nuovo biglietto perché quello che il turista ha convalidato non è valido su quei mezzi.
Formalmente non ha forse commesso nessun reato. Forse. Però è grazie a soggetti come questo che Venezia si costruisce una solida fama all’estero. Complimenti Alilaguna, bella fauna la tua.
Dubbio estivo
3 agosto 2011Come interpretare il ciao dell’azzimato cameriere del bar nel quale entro per la prima volta? Triste segno del generale imbarbarimento o palese dimostrazione di forma fisica strepitosa che mi ringiovanisce di vent’anni?
Idee poco chiare
2 agosto 2011
In verità, era di Dio che Geoffrey non si fidava. La principale caratteristica della divinità è sempre stata l’ironia, e infliggere a un peccatore candido come Geoffrey una pena tanto sproporzionata poteva allettare il cosmico umorismo dell’Onnipotente. Sapeva di essere ingiusto nei confronti di Dio, ma aveva sempre pensato che la divinità avesse un côté malvagio. Alla facoltà di Teologia il suo tutor gli aveva scritto su una tesina: “Salta all’occhio una certa confusione fra Dio e Joan Crawford”.
A. Bennett, La cerimonia del massaggio, Milano, Adelphi, 2002, p. 42.
Tre candeline per la grande marchetta
1 agosto 2011Inaugurato nell’agosto 2008, compie tre anni il mega allestimento pubblicitario che in un colpo solo sfregia Palazzo Ducale, Ponte dei sospiri e Palazzo delle prigioni, la supermarchettona fatta per raccattar soldi fingendo di approfittare di lavori di restauro che, ci metto quello che volete, non sono nemmeno mai iniziati. Ci dicessero almeno – sarebbe una magra consolazione ma anche un segno di correttezza – quanti soldi sono venuti alla città e dove e come sono stati spesi. E ci dicessero magari anche quanti soldi sono andati nelle tasche di chi ha ideato questo osceno monumento alla decadenza morale e culturale dei nostri tristi anni. Invece niente, lo sgorbio sta lì raccogliendo i quotidiani commenti sbalorditi di migliaia di persone che, però, fotografano e portano in giro per il mondo tonnellate di pubblicità. E alla fine questo conta, chi se ne fotte dei bei discorsi.






