Ieri la giornata era caldissima, forse la peggiore di questa settimana di temperature africane. Il cielo era grigio di afa e soffiava lento e inarrestabile un vento caldo che ti uccideva. Li ho visti per strada, una giovane coppia di turisti. Lui in jeans e camicia, lei coperta dalla testa ai piedi da un angosciante lenzuolo nero che le lasciava scoperti solo gli occhi.
Cercavo di immaginarmi che razza di temperatura quella poveretta poteva essere costretta a sopportare là sotto e in quel momento lui ha iniziato a farsi vento col cappello di paglia, sbuffando. Poverino, aveva caldo.
14 luglio 2011 alle 09:09 |
Mi immagino la scena. Non riesco a immaginarmi cosa passava per la testa della donna.
14 luglio 2011 alle 15:10 |
mi sa che quello cha passava era censurato dal marito…
14 luglio 2011 alle 16:22 |
Gli accompagnatori delle donne vestite da Belfagor in compenso portano spesso Jeans di due taglie meno che mostrano tutta la prorompenza dei loro gioielli di famiglia.
Se la giustificazione dell’abbigliamento femminile è quella di non turbare sessualmente ,perchè i maschi non si pongono il problema di non essere loro stessi causa di “turbamenti”?
A me francamente sembra solo bieco sessismo.
14 luglio 2011 alle 18:39 |
è la solita risposta: perché se si turbano le donne a quei maschi lì non importa nulla. come non gli importa nulla di qualunque cosa facciano o pensino: purché stiano zitte, buone, e coperte.
(poi magari ci turbiamo noi maschi dell’altra sponda: ma tanto, noi non esistiamo nemmeno…)