Puntuale come il Destino, cosa mai può uno vedersi recapitare a casa il primo giorno del Grande Casino di Carnevale? Naturalmente, l’avviso di ritiro di una raccomandata, da effettuarsi nel punto di distribuzione che i mentecatti di Poste Italiane hanno stabilito per tutta la parte orientale della città: l’ufficio di Calle dell’Ascensione, esattamente dietro Piazza San Marco. E poiché i mentecatti di cui sopra non hanno preso in considerazione che solitamente uno dal lunedì al venerdì lavora, e quindi può avere qualche problema a recarsi a uno sportello aperto solo la mattina, è chiaro che il sabato diventa l’unico giorno possibile per il ritiro.
Così stamattina sono andato, e mentre fendevo la calca impressionante delle solite maschere che sempre uguali come il morbillo tutti gli anni vanno su e giù, e su e giù, sentendosi più fighi di Catherine Deneuve sul tappeto rosso della Croisette, mentre cercavo di districarmi in questo bordello pensavo che devo proprio essere fatto strano per non riuscire a vedere il meraviglioso che sicuramente c’è in tutto questo. E mentre smadonnavo contro questi manichini viventi che pare abbiano il senso perfetto dei posti peggiori dove fermarsi per causare indistricabili ingorghi fra loro, quelli che li fotografano e quelli che cercano semplicemente di vivere e si trovano a dover passare di lì, cercavo di elaborare percorsi alternativi per raggiungere la mia meta per vie poco battute. Impresa vana, è stata una lotta per la vita fino alla porta dell’ufficio.
Dentro, la situazione non era migliore: la mezza Venezia che si trova da qualche mese a dover ritirare le proprie raccomandate lì c’era tutta. Evidentemente non sono l’unico che dal lunedì al venerdì trova difficile andarsene a spasso la mattina. L’atmosfera era elettrica e ogni tanto qualcuno esplodeva, di qua e di là del banco. Da fuori qualcuno può anche aver pensato che ci fosse una festa in corso. Di Carnevale naturalmente.
A propos di mentecatti, il giornale di oggi ci informa che la Soprintendenza ha bocciato il progetto di realizzare una ruota panoramica alta 60 metri al Tronchetto, proposto al Comune da una impresa privata dietro impegno di devolvere alle casse pubbliche il 30% degli introiti. Quando si promettono soldi qua si perde il bene dell’intelletto, e infatti l’amministrazione comunale, sindaco Orsoni in testa, si è detta immediatamente ben disposta nei confronti di questa idea. Speriamo che adesso, dopo il no di Santa Renata Codello, questi se la mettano via. Ma sarà sicuramente solo una pausa, fino a quando qualche altro piazzista arriverà a proporre ai gonzi una nuova gallina dalle uova d’oro.








